Leoncavallo (Milano)
Durata: 1h 45'
Prezzo: 7000 Lire
Posizione: 1° fila
Sold-Out: /
Pubblico: Pieno
Questo degli Üstmamò fu il mio primo vero concerto al Leo, come a Milano si usa (credo ancor oggi) chiamare il centro sociale più famoso d'Italia.
Diciamo il primo di una discreta serie, per un po' di anni.
La location era sotto parecchi punti di vista quanto di meglio si potesse desiderare: si entrava con sottoscrizione o con un pugno di lire, la birra era la più economica sul mercato e si potevano consumare naturalissime sostanze psicotrope ... sarebbe stato il paradiso, non fosse stato per un'acustica delirante, la mancanza di una 'capienza limite' (ne riparlerò quando arriveremmo ai concerti in loco dei Subsonica) e orari di inizio dei concerti demenziali (quando andava molto bene, quindi di rado, si partiva a mezzanotte).
I ricordi legati a quella serata sono fondamentalmente due: il primo legato alla band che, cenava tranquillamente nella mensa del Leoncavallo senza che nessuno, almeno per il tempo in cui li abbiamo visti noi, gli rivolgesse neanche uno sguardo.
Il secondo invece mi riporta alla memoria la frustrazione, mia e del pubblico, che per l'ennesima volta vedevano il primo album degli Ustmamò relegato ad un mero ricordo, appena accennato nella scaletta: nemmeno un'intera platea che intona 'voglio 100 pecore e 1 montone' smosse la sensibilità di Mara Redeghieri & Co. che ci ignorarono bellamente, anche un po' infastiditi.
Memorabile ed emozionante fu invece (e siamo a 3 ricordi) l'esecuzione di Siamo i guerrieri della montagna, che ancor oggi non manca di commuovermi ad ogni ascolto.
Visto con: Gabri / Astrid / Debora
domenica 25 novembre 2012
76. 12 aprile 1996 - USTMAMO'
Etichette:
1° fila,
1996,
astrid,
centro sociale,
concerto,
Debora,
gabri,
Leoncavallo,
live,
milano,
recensione,
review,
ustmamò
giovedì 20 settembre 2012
75. 2 aprile 1996 - ALANIS MORISSETTE
Intellectual Intercourse Tour
Rolling Stone (Mi)
Durata: 1h 45'
Prezzo: 30.000 Lire
Posizione: Platea
Sold-Out: Sì
Pubblico: Pieno
Non poteva che essere sold-out il primo concerto italiano della cantautrice australiana: il suo primo disco di successo internazionale, quel 'Jagged Little Pill' che ad oggi ha venduto diverse decine di milioni di copie, era stato il tormentone radiofonico e televisivo degli ultimi mesi.
'You Oughta Know' la si sentiva e vedeva ovunque.
In più la signorina un mese prima si era portata a casa un bel numero di Grammy Awards quindi, era abbastanza logico aspettarsi uno show carico.
E così fu: con le sue movenze disarticolate e i capelli sventolati ovunque il ricordo che mi è rimasto di quel concerto è quello di uno spettacolo carico, energico, caldo.
Il pubblico, numerosissimo, era partecipe come se di fronte avesse un artista con una lunga storia usicale alle spalle.
Bello.
Alla fine del concerto mi sentivo pienamente appagato. Pensavo (e un po' ci credevo) che sarebbe stata la mia unica esperienza live con la cantautrice canadese.
Ma come si sa, a volte le sorprese ai concerti (soprattutto nei festival musicali) sono sempre dietro l'angolo ...
Visto con: Gabri
Scaletta: All I Really Want / Not the Doctor / Hand in My Pocket / Mary Jane / Head Over Feet / King of Intimidation / Forgiven / Perfect / Can't Not / You Oughta Know / Wake Up / No Pressure Over Cappuccino / Ironic / You Learn / We Will Rock You
Scaletta: All I Really Want / Not the Doctor / Hand in My Pocket / Mary Jane / Head Over Feet / King of Intimidation / Forgiven / Perfect / Can't Not / You Oughta Know / Wake Up / No Pressure Over Cappuccino / Ironic / You Learn / We Will Rock You
Etichette:
1996,
alanis,
club,
concerto,
gabri,
live,
milano,
morissette,
recensione,
review,
rolling stone
venerdì 17 agosto 2012
74. 29 marzo 1996 - OASIS
(What's the story) morning glory? tour
Supporter: Mao e la Rivoluzione
PalaLido (Mi)
Durata: 1h 20'
Prezzo: 30.000 Lire
Posizione: 2° fila
Sold-Out: Sì
Pubblico: Pieno
A volte pensi ad un concerto, ci vai con delle aspettative, la musica inizia e tutto cambia. A volte cambia in male, altre in bene. Ricordo precisamente lo spirito tiepido che mi accompagnava mentre mi avvicinavo al PalaLido.
Detestavo la location e anche se non si poteva dire mi avesse deluso, 'What's The Story (Morning Glory)' alle mie orecchie risultava un passo indietro rispetto a 'Definitely Maybe'. Allora non avevo idea di quanti ne avrebbero fatti, di passi indietro, da lì in poi, i due Gallagher ...
La leggenda narra che come per il primo show l'organizzazione, visto il sold-out immediato, avesse cercato di spostare il carrozzone dal Rolling Stone al PalaLido, anche in questa occasione si tentò di trasferire il tutto al PalaTrussardi o al Forum. Ma in entrambe i casi la band pose un veto che bloccò qualunque idea espansionistica: a quanto pare preferivano ancora riservarsi qualche live in venue più intime.
Fuori i bagarini facevano furore: mi arrivavano voci di biglietti venduti a 130.000 lire.
Noi ci eravamo comodamente seduti sugli spalti, in una posizione ottimale per vedere al meglio. Niente calca, corpi sudati, spintoni e gente che mi sveniva intorno: sarebbe stato un bel concerto visto comodamente con gli amici.
Questo avevo deciso sarebbe stato questo mio secondo live degli Oasis.
Poi successe una cosa che non avevo previsto. Lo show iniziò con una piega che non avevo previsto. Ma soprattutto: non avevo previsto che le prime tre canzoni della scaletta avrebbero avuto un effetto così dirompente sul sottoscritto
A bocca aperta, mentre ascoltavo Aquiesce, una delle mie b-side preferite di sempre, mi chiedevo cosa ci facessi sugli spalti. Un attimo per decidere: passai lo zaino ai miei amici, e dopo aver concordato un appuntamento per il fine concerto, mi buttai nella folla della platea.
E che folla.
Un blob informe e ondeggiante si muoveva intorno a me.
Mi produssi in quella che è stato uno dei recuperi più esaltanti della mia carriera di spettatore: con pazienza e arte in pochi minuti mi ritrovai in seconda fila. Ancora ricordo il colpo al cuore che fu riconoscere Masterpiece nel set acustico di Noel. E poi 'It's Better People', 'I Am The Walrus', 'Shakermaker'...
In quell'ammasso di persone fradice di sudore e adoranti, riuscivo ad apprezzare anche la sbruffonaggine di Liam, che in quel frangente mi sembrava toccare vette sino ad allora inviolate.
E come sempre accade, dopo un'ora e venti minuti, le luci si riaccesero. Io ero uno straccio, bagnato fradicio. Mi tolsi la camicia che era in uno stato pietoso e mi avviai verso il punto stabilito per riunirmi con gli altri.
In attesa di un altro concerto capace di prendermi e buttarmi in mezzo alla bolgia, potevo dirmi pienamente soddisfatto di quello che avevo visto e sentito.
Visto con: (Sara / Gabri / Lele / Francesca)
Scaletta: The Swamp Song / Acquiesce / Supersonic / Hello / Some Might Say / Roll With It / Shakermaker / Morning Glory / Cigarettes & Alcohol / Champagne Supernova - Noel Gallagher's Acoustic Set: Whatever (Ending with Octopus's Garden) / It's Better People / Wonderwall - Rest of Electric Set: Don't Look Back In Anger / Live Forever / I Am the Walrus
Supporter: Mao e la Rivoluzione
PalaLido (Mi)
Durata: 1h 20'
Prezzo: 30.000 Lire
Posizione: 2° fila
Sold-Out: Sì
Pubblico: Pieno
A volte pensi ad un concerto, ci vai con delle aspettative, la musica inizia e tutto cambia. A volte cambia in male, altre in bene. Ricordo precisamente lo spirito tiepido che mi accompagnava mentre mi avvicinavo al PalaLido.
Detestavo la location e anche se non si poteva dire mi avesse deluso, 'What's The Story (Morning Glory)' alle mie orecchie risultava un passo indietro rispetto a 'Definitely Maybe'. Allora non avevo idea di quanti ne avrebbero fatti, di passi indietro, da lì in poi, i due Gallagher ...
La leggenda narra che come per il primo show l'organizzazione, visto il sold-out immediato, avesse cercato di spostare il carrozzone dal Rolling Stone al PalaLido, anche in questa occasione si tentò di trasferire il tutto al PalaTrussardi o al Forum. Ma in entrambe i casi la band pose un veto che bloccò qualunque idea espansionistica: a quanto pare preferivano ancora riservarsi qualche live in venue più intime.
Fuori i bagarini facevano furore: mi arrivavano voci di biglietti venduti a 130.000 lire.
Noi ci eravamo comodamente seduti sugli spalti, in una posizione ottimale per vedere al meglio. Niente calca, corpi sudati, spintoni e gente che mi sveniva intorno: sarebbe stato un bel concerto visto comodamente con gli amici.
Questo avevo deciso sarebbe stato questo mio secondo live degli Oasis.
Poi successe una cosa che non avevo previsto. Lo show iniziò con una piega che non avevo previsto. Ma soprattutto: non avevo previsto che le prime tre canzoni della scaletta avrebbero avuto un effetto così dirompente sul sottoscritto
A bocca aperta, mentre ascoltavo Aquiesce, una delle mie b-side preferite di sempre, mi chiedevo cosa ci facessi sugli spalti. Un attimo per decidere: passai lo zaino ai miei amici, e dopo aver concordato un appuntamento per il fine concerto, mi buttai nella folla della platea.
E che folla.
Un blob informe e ondeggiante si muoveva intorno a me.
Mi produssi in quella che è stato uno dei recuperi più esaltanti della mia carriera di spettatore: con pazienza e arte in pochi minuti mi ritrovai in seconda fila. Ancora ricordo il colpo al cuore che fu riconoscere Masterpiece nel set acustico di Noel. E poi 'It's Better People', 'I Am The Walrus', 'Shakermaker'...
In quell'ammasso di persone fradice di sudore e adoranti, riuscivo ad apprezzare anche la sbruffonaggine di Liam, che in quel frangente mi sembrava toccare vette sino ad allora inviolate.
E come sempre accade, dopo un'ora e venti minuti, le luci si riaccesero. Io ero uno straccio, bagnato fradicio. Mi tolsi la camicia che era in uno stato pietoso e mi avviai verso il punto stabilito per riunirmi con gli altri.
In attesa di un altro concerto capace di prendermi e buttarmi in mezzo alla bolgia, potevo dirmi pienamente soddisfatto di quello che avevo visto e sentito.
Visto con: (Sara / Gabri / Lele / Francesca)
Scaletta: The Swamp Song / Acquiesce / Supersonic / Hello / Some Might Say / Roll With It / Shakermaker / Morning Glory / Cigarettes & Alcohol / Champagne Supernova - Noel Gallagher's Acoustic Set: Whatever (Ending with Octopus's Garden) / It's Better People / Wonderwall - Rest of Electric Set: Don't Look Back In Anger / Live Forever / I Am the Walrus
martedì 10 aprile 2012
73. 12 marzo 1996 - BLUR
Seaside Tour
PalaLido (Milano)
Durata: 1h40'
Prezzo: 30.000 Lire
Posizione: Spalti
Sold-Out: Sì
Pubblico: pieno
Il 13 febbraio 1996 con una toccante conferenza stampa, i Take That annunciarono al mondo lo scioglimento della band. Robbie Williams aveva abbandonato il gruppo alcuni mesi prima e la notizia che avrebbe spezzato il cuore di milioni di teenagers era nell'aria da diverse settimane.
Cosa c'entra tutto questo con il concerto che mi appresto a raccontare? Molto. Troppo.
Sì, perché l'abbandono delle scene della boyband più amata di sempre aveva lasciato senza idoli decine di migliaia di fan, tutte inconsolabili senza un bel faccino da amare alla follia e da utilizzare per tappezzarci la stanzetta.
Queste orfane, comprensibilmente, decisero in massa di guardarsi in giro per trovare un nuovo sex symbol su cui scaricare i primi ormoni e buona parte delle suddette adolescenti optò per il faccino carino e l'occhio ceruleo di Damon Albarn, ringalluzzite forse dalla veloce ospitata della band al Festival di Sanremo, un mesetto prima (con Graham Coxon in versione cartonata 1:1).
Risultato? Il concerto dei Blur al PalaLido, col palco riempito di pillole giganti e psicofarmaci titanici, lo ricordo come uno dei più assurdi di sempre.
Ero con Elena e Corinna, e per noi la band londinese era una delle massime espressioni del nostro amore per la Indie inglese.
A tratti abilmente leggera, incarnava quel lato spensierato che certo non mancava neanche a noi che, cascasse il mondo, ogni venerdì notte eravamo al Rainbow a ballare le loro canzoncine come quelle dei Pulp, degli Oasis o quelle dei più esistenziali Suede.
Io avevo 24 anni allora. E ritrovarmi sugli spalti circondato da ragazzine con i cuoricini che si illuminavano, la fascia ben stretta sulla fronte, il più delle volte accompagnate da una mamma, spezzò in mille pezzi il mio povero cuore indie.
Ero esterrefatto.
E il peggio doveva ancora venire.
Quando si spensero le luci mi cadde la mascella: le urla femminili coprivano quasi del tutto la musica della band.
Tra l'altro oggi ripercorrendo la scaletta, scopro un set davvero bello, completo, con alcuni pezzi assolutamente non scontati (Coping! Supa Shoppa!) e molti altri, come tradizione, molto punk: Popscene, Advert, Bank Holiday per citarne alcuni.
Ma come reagirono le ancora innocenti orecchie delle 12/13enni presenti in massa a quei suoni così violenti? Come saranno uscite dal PalaLido? La loro vita sarà cambiata nel trovarsi senza volerlo nel loro primo pogo?
Chi non uscì illeso da quel tour furono proprio i Blur, che con il lavoro successivo omonimo, nel 1997, alzarono un muro il più possibile invalicabile a chi fosse interessato unicamente al bel visino del loro frontman. Muro che pensarono bene di rialzare e rinforzare nel 1999 con il criptico 13.
Tornando allo show, tra strilli, pianti e raccomandazioni delle mamme, le qualità fisiche e trascinanti dello concerto si stemperavano un po' nel disappunto di Damon Albarn nel non riuscire a fare un gesto o solo aprir bocca senza che a questi venissero fatte seguire urla sguaiate.
Noi la vivemmo più con stupore e con interesse per un aspetto sociologico che prima di allora non avevamo mai avuto il dispiacere di affrontare di persona.
Visto con: Elena / Corinna
Scaletta: Intermission / Popscene / It Could Be You / Charmless Man / Tracy Jacks / End of a Century / Coping / To the End / For Tomorrow / Entertain Me / Jubilee / Mr. Robinson's Quango / Instrumental Jam / Globe Alone / Advert / Bank Holiday / Supa Shoppa / Country House / My Sharona (The Knack cover) / Girls & Boys / He Thought of Cars / Stereotypes / There's No Other Way / Parklife / The Universal
PalaLido (Milano)
Durata: 1h40'
Prezzo: 30.000 Lire
Posizione: Spalti
Sold-Out: Sì
Pubblico: pieno
Il 13 febbraio 1996 con una toccante conferenza stampa, i Take That annunciarono al mondo lo scioglimento della band. Robbie Williams aveva abbandonato il gruppo alcuni mesi prima e la notizia che avrebbe spezzato il cuore di milioni di teenagers era nell'aria da diverse settimane.
Cosa c'entra tutto questo con il concerto che mi appresto a raccontare? Molto. Troppo.
Sì, perché l'abbandono delle scene della boyband più amata di sempre aveva lasciato senza idoli decine di migliaia di fan, tutte inconsolabili senza un bel faccino da amare alla follia e da utilizzare per tappezzarci la stanzetta.
Queste orfane, comprensibilmente, decisero in massa di guardarsi in giro per trovare un nuovo sex symbol su cui scaricare i primi ormoni e buona parte delle suddette adolescenti optò per il faccino carino e l'occhio ceruleo di Damon Albarn, ringalluzzite forse dalla veloce ospitata della band al Festival di Sanremo, un mesetto prima (con Graham Coxon in versione cartonata 1:1).
Risultato? Il concerto dei Blur al PalaLido, col palco riempito di pillole giganti e psicofarmaci titanici, lo ricordo come uno dei più assurdi di sempre.
Ero con Elena e Corinna, e per noi la band londinese era una delle massime espressioni del nostro amore per la Indie inglese.
A tratti abilmente leggera, incarnava quel lato spensierato che certo non mancava neanche a noi che, cascasse il mondo, ogni venerdì notte eravamo al Rainbow a ballare le loro canzoncine come quelle dei Pulp, degli Oasis o quelle dei più esistenziali Suede.
Io avevo 24 anni allora. E ritrovarmi sugli spalti circondato da ragazzine con i cuoricini che si illuminavano, la fascia ben stretta sulla fronte, il più delle volte accompagnate da una mamma, spezzò in mille pezzi il mio povero cuore indie.
Ero esterrefatto.
E il peggio doveva ancora venire.
Quando si spensero le luci mi cadde la mascella: le urla femminili coprivano quasi del tutto la musica della band.
Tra l'altro oggi ripercorrendo la scaletta, scopro un set davvero bello, completo, con alcuni pezzi assolutamente non scontati (Coping! Supa Shoppa!) e molti altri, come tradizione, molto punk: Popscene, Advert, Bank Holiday per citarne alcuni.
Ma come reagirono le ancora innocenti orecchie delle 12/13enni presenti in massa a quei suoni così violenti? Come saranno uscite dal PalaLido? La loro vita sarà cambiata nel trovarsi senza volerlo nel loro primo pogo?
Chi non uscì illeso da quel tour furono proprio i Blur, che con il lavoro successivo omonimo, nel 1997, alzarono un muro il più possibile invalicabile a chi fosse interessato unicamente al bel visino del loro frontman. Muro che pensarono bene di rialzare e rinforzare nel 1999 con il criptico 13.
Tornando allo show, tra strilli, pianti e raccomandazioni delle mamme, le qualità fisiche e trascinanti dello concerto si stemperavano un po' nel disappunto di Damon Albarn nel non riuscire a fare un gesto o solo aprir bocca senza che a questi venissero fatte seguire urla sguaiate.
Noi la vivemmo più con stupore e con interesse per un aspetto sociologico che prima di allora non avevamo mai avuto il dispiacere di affrontare di persona.
Visto con: Elena / Corinna
Scaletta: Intermission / Popscene / It Could Be You / Charmless Man / Tracy Jacks / End of a Century / Coping / To the End / For Tomorrow / Entertain Me / Jubilee / Mr. Robinson's Quango / Instrumental Jam / Globe Alone / Advert / Bank Holiday / Supa Shoppa / Country House / My Sharona (The Knack cover) / Girls & Boys / He Thought of Cars / Stereotypes / There's No Other Way / Parklife / The Universal
Etichette:
1996,
blur,
concerto,
live,
mao,
milano,
palalido,
recensione,
review,
rivoluzione,
take that
giovedì 5 aprile 2012
72. 7 marzo 1996 - CLAUDIO BAGLIONI
Tour Rosso
Forum (Assago)
Durata: 3h 10'
Prezzo: 55.000 Lire
Posizione: 1° fila
Sold-Out: Sì
Pubblico: Pieno (12.000 p.c.)
Questo concerto me lo ricordo bene. E come potrebbe essere altrimenti?
L'ennesimo show del cantautore romano (d'adozione) riuniva finalmente tutto il gruppo di amici che più o meno si conoscevano tra loro ma che in comune avevano una antica passione per Baglioni.
Il tour era lo stesso visto a Bologna. La grande differenza risiedeva nella posizione che eravamo (anzi, diciamola tutta: ERO) riusciti ad accaparrarci all'interno del Forum, ovvero la prima fila.
Ma non una prima fila normale. No no ... lo show aveva infatti una impostazione inedita, con la scena posta al centro della platea e senza palco.
Questo significa che noi 10 eravamo praticamente assieme ai musicisti, ai ballerini e a Claudio, direttamente all'interno del concerto.
Riuscii ad acquistare questi biglietti eccezionali (5 in prima fila e 5 in seconda) grazie ad un lunghissimo lavoro ai fianchi di Claudio di Mariposa Dischi. Ero sempre lì a cacciar soldi per cd e vinili, questo prima della breve (e non esaltante) esperienza lavorativa di qualche anno dopo.
Alla fine la ebbi vinta e i 10 tagliandi furono miei!
Lo show è ricordato da tutti i presenti (almeno da quelli che frequento ancora) come uno dei più divertenti ed emozionanti.
Baglioni in un paio di occasioni si avvicinò a noi: Claudia ancora favoleggia dell'occhiata complice che le lanciò, chitarra a tracolla, passeggiando e cantando dalle nostre parti! Qualcuno sostiene anche che le abbia sbirciato la scollatura... :)
Tra ballerini, luci e musicisti l'effetto finale era sorprendente.
Non mi era mai capitato di assistere ad un concerto di un artista italiano che mettesse così tanti contenuti nel suo show. Tanta roba. A tratti anche troppa ... in alcuni momenti sembrava di assistere ad un musical o a un balletto di Fantastico, ma nel complesso la macchina funzionava.
Il buon Claudio, tutto sorrisi e ancheggiamenti, si sbatteva come non mai, correndo da una parte all'altra per non scontentare nessuno dei suoi fan.
L'album che il tour supportava rimane storicamente l'ultimo di Baglioni da me acquistato. Il mio intenso rapporto con la sua musica, che aveva coinvolto me e il nutrito gruppo di amicipresente a questa data era pronto per essere 'congelato' sulla prima produzione di Baglioni.
Ancora un concerto e io e Claudio ci saremmo salutati, in maniera amichevole ma definitiva.
Visto con: Sebastien / Claudia / Patrizia G. / Federica F. / Michela / Roby / Stefano A. / Lilly
Scaletta: Io sono qui / Un nuovo giorno o un giorno nuovo / Io me ne andrei / Notte di note, note di notte / Vivi / Quante volte / Acqua dalla luna / Uomini persi / Avrai / Fotografie / Poster (vers. Rap) / Ninna nanna, nanna ninna / Le vie dei colori / Reginella / Fammi andar via / V.O.T. / L'ultimo omino / Bolero / Questo piccolo grande amore / Medley: E tu... - Amore bello - Solo - Sabato pomeriggio - E tu come stai? - Dagli il via / E adesso la pubblicita' / Mille giorni di te e di me / Strada facendo / Acqua nell'acqua / Noi no
Forum (Assago)
Durata: 3h 10'
Prezzo: 55.000 Lire
Posizione: 1° fila
Sold-Out: Sì
Pubblico: Pieno (12.000 p.c.)
Questo concerto me lo ricordo bene. E come potrebbe essere altrimenti?
L'ennesimo show del cantautore romano (d'adozione) riuniva finalmente tutto il gruppo di amici che più o meno si conoscevano tra loro ma che in comune avevano una antica passione per Baglioni.
Il tour era lo stesso visto a Bologna. La grande differenza risiedeva nella posizione che eravamo (anzi, diciamola tutta: ERO) riusciti ad accaparrarci all'interno del Forum, ovvero la prima fila.
Ma non una prima fila normale. No no ... lo show aveva infatti una impostazione inedita, con la scena posta al centro della platea e senza palco.
Questo significa che noi 10 eravamo praticamente assieme ai musicisti, ai ballerini e a Claudio, direttamente all'interno del concerto.
Riuscii ad acquistare questi biglietti eccezionali (5 in prima fila e 5 in seconda) grazie ad un lunghissimo lavoro ai fianchi di Claudio di Mariposa Dischi. Ero sempre lì a cacciar soldi per cd e vinili, questo prima della breve (e non esaltante) esperienza lavorativa di qualche anno dopo.
Alla fine la ebbi vinta e i 10 tagliandi furono miei!
Lo show è ricordato da tutti i presenti (almeno da quelli che frequento ancora) come uno dei più divertenti ed emozionanti.
Baglioni in un paio di occasioni si avvicinò a noi: Claudia ancora favoleggia dell'occhiata complice che le lanciò, chitarra a tracolla, passeggiando e cantando dalle nostre parti! Qualcuno sostiene anche che le abbia sbirciato la scollatura... :)
Tra ballerini, luci e musicisti l'effetto finale era sorprendente.
Non mi era mai capitato di assistere ad un concerto di un artista italiano che mettesse così tanti contenuti nel suo show. Tanta roba. A tratti anche troppa ... in alcuni momenti sembrava di assistere ad un musical o a un balletto di Fantastico, ma nel complesso la macchina funzionava.
Il buon Claudio, tutto sorrisi e ancheggiamenti, si sbatteva come non mai, correndo da una parte all'altra per non scontentare nessuno dei suoi fan.
L'album che il tour supportava rimane storicamente l'ultimo di Baglioni da me acquistato. Il mio intenso rapporto con la sua musica, che aveva coinvolto me e il nutrito gruppo di amicipresente a questa data era pronto per essere 'congelato' sulla prima produzione di Baglioni.
Ancora un concerto e io e Claudio ci saremmo salutati, in maniera amichevole ma definitiva.
Visto con: Sebastien / Claudia / Patrizia G. / Federica F. / Michela / Roby / Stefano A. / Lilly
Scaletta: Io sono qui / Un nuovo giorno o un giorno nuovo / Io me ne andrei / Notte di note, note di notte / Vivi / Quante volte / Acqua dalla luna / Uomini persi / Avrai / Fotografie / Poster (vers. Rap) / Ninna nanna, nanna ninna / Le vie dei colori / Reginella / Fammi andar via / V.O.T. / L'ultimo omino / Bolero / Questo piccolo grande amore / Medley: E tu... - Amore bello - Solo - Sabato pomeriggio - E tu come stai? - Dagli il via / E adesso la pubblicita' / Mille giorni di te e di me / Strada facendo / Acqua nell'acqua / Noi no
Iscriviti a:
Post (Atom)




