giovedì 18 dicembre 2014

103. 8 luglio 1997 - DAVID BOWIE

Earthling Tour
Stadio Rigamonti (Brescia)
Supporter: Mansun
Durata: 2h 1/2
Prezzo: 40000 Lire
Posizione: Prato
Sold-Out: No
Pubblico: 7/8.000 p.c.













Non erano passati neanche 18 mesi dalla mia indimenticabile prima volta con David Bowie che il Duca Bianco mi faceva l'onore di tornare in Italia per il bis.
A dire il vero non si trattava di un vero e proprio bis, difatti se nel febbraio '96 l'album portato in tour era Outside, a questo giro toccava ad Earthling.

Il biglietto, bellissimo, era l'anteprima dello show che avremmo visto: il Bowie della cover dell'album, di spalle, si staglia di fronte ad un paesaggio verdissimo, sfoggiando un discretissimo cappotto disegnato per lui dall'allora non ancora compianto Alexander McQueen.
 
I ricordi non sono limpidi, dato che anche in quell'occasione non avevamo lesinato sulle sostanze di supporto. Tanto che uno di noi, non farò il nome, andò pesantemente KO tanto da perdersi in uno stato di semi-incoscienza buona parte dello show, che fu splendido: il Duca, bianco di nome e di fatto, teneva il palco in maniera sublime, vestito di broccati e tessuti orientali, circondato da enormi bulbi oculari teneva in mano il pubblico adorante.
La scaletta, a parte qualche episodio, lasciava pochissimo spazio alle grandi hit del passato, restando fedele alle sonorità elettroniche che caratterizzavano le produzioni del periodo.

Godemmo di tutto quel ben di dio da lontano, comodamente appostati ai margini del campo dello stadio di Brescia. Ci lasciammo attraversare dai suoni (spesso violenti), dalle luci e dalla classe strabordante del più rivoluzionario genio della musica pop-rock contemporanea.

Amen.


Visto con: Marco C., Giò



Scaletta: Quicksand All the Young Dudes (Mott the Hoople cover) The Jean Genie Dead Man Walking I'm Afraid of Americans Battle for Britain (The Letter) White Light/White Heat (The Velvet Underground cover) Fashion Seven Years in Tibet Fame Looking for Satellites Under Pressure The Last Thing You Should Do / Scary Monsters (And Super Creeps) / Hallo Spaceboy Little Wonder Encore: V-2 Schneider "Heroes" / The Hearts Filthy Lesson O Superman / Stay


Visto con: Marco C./Giovanni

giovedì 6 novembre 2014

102. 18 giugno 1997 - MICHAEL JACKSON


Stadio Meazza (Milano)
Supporter: Paola & Chiara
Durata: 2h 1/2
Prezzo: 56000 Lire
Posizione: Prato
Sold-Out: No
Pubblico: 40.000 p.c.

Michael, Michael, Michael ... ci avevo già provato due volte a vederlo dal vivo, ed in entrambe le occasioni era stato un disastro.
Nel 1988 sarei voluto andare a vedere il Bad World Tour (supporter: Kim Wilde!!!) a Torino, ma ero giovane ed inesperto, tanto da rinunciare ancor prima di aver formulato il desiderio nella mia mente.
Nel 1992 invece raggiunsi l'apice della follia in un concerto: acquistato il biglietto per andare a vederlo allo Stadio Brianteo di Monza, una volta entrato e preso posto sugli spalti, ebbi un moto di sconforto che oggi fatico a descrivere. Non so bene cosa mi passò per la testa ma, complice una pioggia incessante, decisi di andarmene prima dell'inizio del concerto. Uscii e tornai a casa, senza voltarmi.

Nel 1997, finalmente, con Marco decisi di cogliere l'ultima chance di vedere Jacko dal vivo in Italia. Che fosse l'ultima l'avremmo saputo solo qualche anno dopo quando morì prematuramente, ma che non stesse tanto bene era chiaro anche in quel periodo.

Prima dell'inizio però Michael aveva già stabilito un primato: quello del biglietto più grande mai visto. Un 'lenzuolo' stampato su cartoncino pesante ... roba d'altri tempi insomma!

Quindi, in un tiepido pomeriggio di giugno ci accomodammo sul prato di San Siro, sognando il giorno in cui, su quello stesso manto erboso, avremmo finalmente visto Madonna dal vivo. 
Dovevamo solo aspettare altri 12 anni e 28 giorni ... 

Per quella notte però la nostra attenzione sarebbe andata tutta alla più grande pop-star che il mondo avesse mai visto. E non era roba da tutti i giorni: per quanto non fosse nella sua forma migliore, nel suo genere non aveva rivali: era il meglio del meglio.
Prima di tutto ciò però la scaletta ci proponeva un succulento supporter: Paola & Chiara. È difficile riportare a parole la totale assenza di partecipazione dei fan di Jacko messi di fronte alle due sorelline canterine. Dal canto nostro posso solo dire che le loro urla amplificate non disturbarono il nostro riposo.

Ma veniamo allo show: alla fine di una intro che ricordo lunghissima (e anche un tantino cheap) da un razzo sbucato sull'enorme palco, uscì un Michael Jackson astronauta completamente vestito in lamè dorato.
Nella prima parte del concerto, per quanto il suo ballo fosse rimasto pressoché immutato negli anni, vederlo solo su quell'enorme palco mi fece una certa tristezza. Lo show ripercorreva la lunga carriera del cantante, ma nel riproporre le stesse coreografie e gli stessi costumi dei video, il risultato era che il tutto appariva un po' malinconico, a tratti grottesco.
L'effetto era un continuo susseguirsi di sentimenti contrastanti, un alternarsi di momenti esaltanti che coincidevano con i pezzi più iconici, ad altri di triste stupore, di fronte ad un idolo che si commuoveva durante un pezzo particolarmente coinvolgente, forse Heal The World, lacrime che non nascondo mi suonarono un tantino strumentali.
Ma al di là delle mie impressioni, era difficile e lo è tuttora, giudicare un uomo così universalmente idolatrato e al contempo così spudoratamente fragile, fisicamente e psicologicamente.

A livello visivo lo spettacolo era davvero poco coeso: lunghe introduzioni musicali, video riempitivi e una scenografia che nella sua opulenza aveva una fortissima connotazione kitch.

Con questi sentimenti contrastanti (miei, ma forse anche di altri che come me assistevano allo show) il concerto si chiuse con una serie di pezzi non proprio esaltanti che non contribuirono a farmi passare quel senso di disagio che non mi aveva abbandonato nelle ultime 2 ore.
Il dispiacere di avere perso l'occasione di vederlo 5 anni prima bruciava ancora di più.

E non mi aveva neanche cantato Liberian Girl!

Visto con: Marco C.


Scaletta:  Scream - They Don't Care About Us - In the Closet / Wanna Be Startin' Somethin' / Stranger in Moscow / Smooth Criminal / "The Wind" Interlude / You Are Not Alone / I Want You Back / The Love You Save / I'll Be There / "Remember the Time" Interlude / Billie Jean / Thriller / Beat It / Blood on the Dance Floor / Black or White "Panther" Interlude / Dangerous / Black or White / Earth Song / "We Are the World" Interlude / Heal the World (with "They Don't Care About Us" instrumental reprise) / HIStory
































Visto con: Marco C./Gabri


martedì 28 ottobre 2014

101. 14 maggio 1997 - JOVANOTTI

Forum (Assago)
Durata: 2h 1/2
Prezzo: 40000 Lire
Posizione: Spalti
Sold-Out:
Pubblico: Pieno








Diciamocelo: non ho mai disdegnato (e mai disdegnerò) di andare a vedere dal vivo gli artisti più disparati, compresi quelli più platealmente commerciali: ci sono però alcuni concerti del mio passato che, ripensati ad anni di distanza, mi danno una strana impressione.
Forse perché col passare degli anni il rapporto con molta della musica che ascoltavo un tempo si è deteriorato. I gusti fortunatamente cambiano e si evolvono anche se, nel mio caso, spesso rimane una sorta di immutabile affetto per alcune band e cantanti.


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Lorenzo 1992 e Lorenzo 1994 avevano fatto il miracolo, tramutando il Jovanotti cazzone e sbarbato in un nuovo genere di entertainer, a suo modo credibile e molto, molto seguito.
Quei due CD avevano girato abbastanza nel mio lettore agli inizi degli anni '90: avevano ancora quella leggerezza che ancora non era stata soppiantata dalla convinzione, mal riposta, di essere il nuovo fenomeno del cantautorato nazionale.
Proprio Lorenzo 1997 - L'albero diete il via a questa nuova (a mio parere insopportabile) fase di Jovanotti, ma allora non potevamo ancora saperlo.
Così, pur non avendo per nulla apprezzato il suo ultimo prodotto discografico, decisi di aggregarmi a M. e P. che si preparavano al concerto al Forum.

Lo show fu effettivamente notevole, sotto molti aspetti: Lorenzo, allora 30enne, era una macchina da guerra in grado di ballare, intrattenere, sudare e cantare. Sempre che quello che esce dalla sua gola si possa definire canto ... diciamo che con quella esse sifula e un intonazione discutibile, non si capiva se agli esordi quella di dedicarsi al RAP fosse stata una scelta o una necessità.

A parte questo dettaglio, lo show si rivelò sorprendente e divertentissimo: il palco, piazzato al centro del Forum, ricordava molto quello del LoveSexy Tour di Prince (1988) e permetteva a Jovanotti di spostarsi a 360° nelle sue corse a perdifiato.

Più di 2 ore e mezza di show, 33 pezzi proposti, giacche che si illuminavano, cori e canzoncine... ecco: questo fu il mio unico approccio a Lorenzo Cherubini. Come dicevo sopra la deriva mielosa (Per te, giusto per fare un esempio, ha sempre avuto il potere di farmi venire la nausea) e quella cantautoriale misero, di lì a poco, la parola FINE alla mia brevissima parentesi di simpatia per Mr. Gimme Five. Bella lì.

Visto con: Marco C., Piera



Scaletta: Il re / Intro / Big Bang / Tamburo / Libera l'anima / Attaccami la spina / Questa è la mia casa / Soleluna / Piove / Penso positivo / Umano / Il muratore / La linea d'ombra / Marco Polo (strumentale) / L'ombelico del mondo / Chissà se stai dormendo / Bella / Serenata rap / L'albero / Una tribù che balla / Occhio non vede cuore non duole / Il cuore / Io no / Non m'annoio / Voglio di + / Ueikap / Muoviti muoviti / Gente della notte / Ciao mamma / Ragazzo fortunato / Per la vita che verrà / Il fiore del 2000 / Io ti cercherò / Luna di città d'agosto / L'ombelico del mondo



Visto con: Marco C./Piera

mercoledì 15 ottobre 2014

100. 11 maggio 1997 - NICK CAVE & THE BAD SEEDS

Rolling Stone (Mi)
Durata: /
Prezzo: 34000 Lire
Posizione: 1° fila
Sold-Out: No
Pubblico: Pieno


100esimo concerto! Un evento da ricordare, celebrare e raccontare! 

E invece no: come sempre più spesso accade, i concerti di quegli anni visti con il caro F. si contraddistinguono per un totale azzeramento della memoria. Il nulla assoluto. Evviva! Però c'ero: vale comunque, no?





Scaletta: / Far From Me / Lime Tree Arbour / Stranger Than Kindness / Red Right Hand / Black Hair / The Carny / People Ain't No Good / West Country Girl / Brompton Oratory / I Let Love In / Mercy / Into My Arms / Henry Lee / The Weeping Song / Nobody's Baby Now / Where the Wild Roses Grow / The Mercy Seat / Plain Gold Ring (Nina Simone cover) / Stagger Lee

Visto con: Filo

martedì 14 ottobre 2014

99. 10 maggio 1997 - TRICKY

Velvet (Rimini)
Durata: ?
Prezzo: ?
Posizione: 1° fila
Sold-Out: No
Pubblico: ?


Sì, è incontestabile: in quegli anni Tricky era indiscutibilmente my thing. Oltre ad andare a vedere quanti più concerti possibili, non perdevo occasione per acquistare vinili, rarità, cd in anteprima. Londra, che era la mia meta abituale grazie all'attrattiva che aveva su di me e agli amici che ci abitavano (e mi ospitavano), veniva regolarmente saccheggiata e negozi come Sister-Ray e Rough Trade erano meta fissa, sin dai primissimi anni '90 quando il target erano Eurythmics e Prince. 
Quanti soldi ... ma quanta soddisfazione: passeggiare con tutti quei sacchetti di vinili, tornare a casa e ascoltarli con religiosa concentrazione.
Comunque, senza divagare troppo, ritorniamo a Tricky: per il terzo concerto si richiedeva una piccola trasferta. Rimini, a quei tempi, era da considerarsi tale.
Con me il fido Giò con l'allora dolce metà S. e l'inseparabile compagno di decine di live, Marco C.
Il sole splendeva, lo spirito era ottimo e ci imbarcammo per le 3 ore circa di viaggio che separano Milano dalla ridente località balneare romagnola.
I ricordi della giornata, confesso, sono pochi e confusi: tra questi cito una timidissima Martina Topley-Bird incrociata fuori dal Velvet prima dell'inizio del concerto e la strana struttura del locale, con grossi finestroni che creavano un'atmosfera strana, data che l'attesa dell'inizio dello show trascorse illuminato dalla luce del giorno.

Del live in sè ricordo solo la soddisfazione all'uscita.

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