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venerdì 3 aprile 2015

103.2 Guida pratica all'acquisto di BIGLIETTI IMPOSSIBILI

Cercare di accaparrarsi un biglietto per un concerto di quelli impossibili da perdere si rivela spesso una missione impossibile per molti.
È di questi giorni il delirio legato all'uscita dei tagliandi per i due show che Madonna terrà a Torino a fine novembre. Tra circa 9 mesi.

Ma come spesso accade, il tempo mancante non deve indurre alla rilassatezza. Chi in passato ha provato ad assicurarsi un posto per il live di una star di grande richiamo lo sa bene: non importa quanti mesi passeranno tra la data vera e propria e quella dell'inizio della prevendita. Perché tutto si gioca nel primo minuto di quest'ultima. A volte bastano anche pochi secondi di indecisione per ritrovarsi a bestemmiare in maniera creativa.

Come era accaduto per i tutorial dedicati alla prima fila, ho pensato di buttare giù qualche consiglio utile a chi intenda giocarsi tutte le carte a disposizione per provare il brivido di accaparrarsi un biglietto che tutti vogliono. 

Chi sono io per insegnare qualcosa sull'argomento? Diciamo che ho sempre assistito a tutti i concerti che ho desiderato. Che si trattasse di Madonna al Madison, David Bowie all'Alcatraz o Kate Bush a Hammersmith Apollo.

Se siete quindi tra quelli che a 6 mesi dal concerto di Katy Perry, degli U2, Rihanna, Vasco Rossi o Madonna scoprono con stupore che non c'è più un solo biglietto in vendita a pagarlo oro, preparate carta e penna e cominciate a prendere appunti.



La prima cosa, indispensabile, per uscire vincitori nella crudele giungla dei concerti è essere informati. 

Spesso gli amici si stupiscono che biglietti in prevendita con quasi un anno di anticipo possano andare sold-out in pochi minuti. È inutile lamentarsi, funziona così: gli artisti molto seguiti hanno una folta schiera di appassionati ben informati (per non parlare dei bagarini che 5 minuti dopo l'uscita dei biglietti di una data sono pronti a vendere a caro prezzo i posti migliori su Viagogo), che sanno al minuto quando la prevendita avrà inizio e che certo non aspetteranno qualche giorno prima del concerto per procurarsi il biglietto. Per questo il primo prezioso consiglio è: seguite su Facebook i cantanti e le band che vi interessano e i vari organizzatori di live (Vivo, D'Alessandro e Galli, LiveNation, Barley Arts e via dicendo) e controllate i loro aggiornamenti per sapere in anticipo date e tour e, soprattutto, quando prenderà il via la prevendita. Potete rimpolpare gli aggiornamenti dove e come vi pare, ma seguire un buon sito di news musicali (come Rockol) aiuta.

Fatto questo sarete già a buon punto.
Ma non sarà sufficiente: indispensabile sarà essere in possesso di una carta di credito, anche prepagata (con sufficienti soldi dentro). Ticketone non accetta buoni pasto. 


Se poi siete fan di artisti davvero mainstream, come i già citati Vasco, U2 e Madonna, sarebbe meglio sottoscrivere anche una American Express. Lo so: non la accetta praticamente nessuno, ma da spesso accesso a prevendite anticipate per i grossi concerti.

Ma veniamo al dunque: all'avvicinarsi dell'ora X, quando mancheranno 10 minuti, siete autorizzati ad agitarvi. Ma non troppo. Ci vuole una buona dose di lucidità per fare tutto nell'ordine e nei tempi giusti, e un livello di isteria eccessiva non aiuta, anzi.
Primo: fare il log-in al sito di Ticketone qualche minuto prima dell'inizio della prevendita. Eviterà la perdita di tempo e il rischio che il sistema possa andare in crash mentre voi, presi dal panico, sarete alla ricerca di user e password tra vostre email. Non fatelo 3/4 d'ora prima, perché dopo qualche minuto il sito fa automaticamente log-out. Bastano 4 o 5 minuti di anticipo.
Secondo: chiudete tutte le applicazioni inutili che assorbono rete. Qualunque Torrent va spento.
Terzo: aprite due sole tab, una con il sito Ticketone (non due su cui fare più tentativi) e una con un orologio atomico. Lo so, fa ridere, ma premere F5 al momento giusto è la cosa più importante di tutte. Esitare qualche istante può fare la differenza tra la gioia più esaltante e la disperazione più cupa.

Quindi, diciamo che la prevendita parte alle 10 am (come di solito accade). Di fronte al vostro schermo piazzate la carta di credito, zittite il cellulare e fissate l'orologio fino a pochi secondi prima dello scoccare delle 10:00. A questo punto, un bel respiro e sangue freddo: 5 o 6 secondi prima della messa in vendita vi spostate sul sito Ticketone, fate mentalmente il countdown rimanente con il dito sospeso su F5, che premerete un secondo dopo aver visto comparire l'ora fatale nell'orologio del vostro computer.
È importante non farlo un secondo prima perché il pericolo è che i server sovraccarichi rallentino la procedura e prima che si ricarichi la pagina potrebbero passare diversi fatali instanti. 

Una volta entrati di solito si hanno due opzioni: scelta in pianta, per poter visionare i posti seduti e il menù a tendina normale. Individuate velocemente la tipologia di biglietto che vi interessa. Se si tratta di parterre non perdete tempo e selezionate il numero di tagliandi desiderati premendo conferma. Se siete alla ricerca di posti numerati ricordatevi che quelli che state selezionando voi, molto probabilmente qualcun altro li ha scelti qualche micron di secondo prima di voi. Il risultato sarà che alla richiesta di confermare vi verrà detto che i posti non sono più disponibili.
E questo è quasi sempre l'inizio della fine: tornare alla pagina precedente il più delle volte non è immediato e la brutta sorpresa di trovare esauriti, dopo 30", tutti posti che vi interessavano, è concreta.
Meglio quindi evitare di scegliere i due posti centrali della prima fila: puntate subito a quelli leggermente decentrati, o in seconda fila ma centrali. Avrete più possibilità di vittoria.


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[ AGGIORNAMENTO 09/02/2017 ]
A causa dello scandalo della prevendita dei biglietti del Coldplay prima e di U2, G'n'R e tutti gli altri, Ticketone ha introdotto un nuovo strumento che dovrebbe filtrare i software che fanno man bassa di tagliandi: il codice di sicurezza.

Sulla carta quello che dovrebbe essere un passaggio che aiuta chi deve acquistare solo per sé o per gli amici rischia di rivelarsi una perdita di tempo fatale. Il consiglio che mi sento di dare è di farvi affiancare da qualcuno che vi legga il codice mentre voi lo digitate. Più di questo temo non si possa fare.

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Il resto è opzionale. Saltate l'assicurazione, scegliete se ritirarli il giorno del concerto (se avete il posto assegnato, ne vale la pena) o riceverli a casa (10 euro, ma per il parterre non numerato è consigliabile: non si sa mai a che ora apre la biglietteria e la coda che troverete).

Accettate tutto l'accettabile e confermate definitivamente. Carta di credito (ma anche PayPal) e via. Solo in quel momento potrete cominciare a sognare (e a respirare)!

giovedì 18 dicembre 2014

103. 8 luglio 1997 - DAVID BOWIE

Earthling Tour
Stadio Rigamonti (Brescia)
Supporter: Mansun
Durata: 2h 1/2
Prezzo: 40000 Lire
Posizione: Prato
Sold-Out: No
Pubblico: 7/8.000 p.c.













Non erano passati neanche 18 mesi dalla mia indimenticabile prima volta con David Bowie che il Duca Bianco mi faceva l'onore di tornare in Italia per il bis.
A dire il vero non si trattava di un vero e proprio bis, difatti se nel febbraio '96 l'album portato in tour era Outside, a questo giro toccava ad Earthling.

Il biglietto, bellissimo, era l'anteprima dello show che avremmo visto: il Bowie della cover dell'album, di spalle, si staglia di fronte ad un paesaggio verdissimo, sfoggiando un discretissimo cappotto disegnato per lui dall'allora non ancora compianto Alexander McQueen.
 
I ricordi non sono limpidi, dato che anche in quell'occasione non avevamo lesinato sulle sostanze di supporto. Tanto che uno di noi, non farò il nome, andò pesantemente KO tanto da perdersi in uno stato di semi-incoscienza buona parte dello show, che fu splendido: il Duca, bianco di nome e di fatto, teneva il palco in maniera sublime, vestito di broccati e tessuti orientali, circondato da enormi bulbi oculari teneva in mano il pubblico adorante.
La scaletta, a parte qualche episodio, lasciava pochissimo spazio alle grandi hit del passato, restando fedele alle sonorità elettroniche che caratterizzavano le produzioni del periodo.

Godemmo di tutto quel ben di dio da lontano, comodamente appostati ai margini del campo dello stadio di Brescia. Ci lasciammo attraversare dai suoni (spesso violenti), dalle luci e dalla classe strabordante del più rivoluzionario genio della musica pop-rock contemporanea.

Amen.


Visto con: Marco C., Giò



Scaletta: Quicksand All the Young Dudes (Mott the Hoople cover) The Jean Genie Dead Man Walking I'm Afraid of Americans Battle for Britain (The Letter) White Light/White Heat (The Velvet Underground cover) Fashion Seven Years in Tibet Fame Looking for Satellites Under Pressure The Last Thing You Should Do / Scary Monsters (And Super Creeps) / Hallo Spaceboy Little Wonder Encore: V-2 Schneider "Heroes" / The Hearts Filthy Lesson O Superman / Stay


Visto con: Marco C./Giovanni

giovedì 6 novembre 2014

102. 18 giugno 1997 - MICHAEL JACKSON


Stadio Meazza (Milano)
Supporter: Paola & Chiara
Durata: 2h 1/2
Prezzo: 56000 Lire
Posizione: Prato
Sold-Out: No
Pubblico: 40.000 p.c.

Michael, Michael, Michael ... ci avevo già provato due volte a vederlo dal vivo, ed in entrambe le occasioni era stato un disastro.
Nel 1988 sarei voluto andare a vedere il Bad World Tour (supporter: Kim Wilde!!!) a Torino, ma ero giovane ed inesperto, tanto da rinunciare ancor prima di aver formulato il desiderio nella mia mente.
Nel 1992 invece raggiunsi l'apice della follia in un concerto: acquistato il biglietto per andare a vederlo allo Stadio Brianteo di Monza, una volta entrato e preso posto sugli spalti, ebbi un moto di sconforto che oggi fatico a descrivere. Non so bene cosa mi passò per la testa ma, complice una pioggia incessante, decisi di andarmene prima dell'inizio del concerto. Uscii e tornai a casa, senza voltarmi.

Nel 1997, finalmente, con Marco decisi di cogliere l'ultima chance di vedere Jacko dal vivo in Italia. Che fosse l'ultima l'avremmo saputo solo qualche anno dopo quando morì prematuramente, ma che non stesse tanto bene era chiaro anche in quel periodo.

Prima dell'inizio però Michael aveva già stabilito un primato: quello del biglietto più grande mai visto. Un 'lenzuolo' stampato su cartoncino pesante ... roba d'altri tempi insomma!

Quindi, in un tiepido pomeriggio di giugno ci accomodammo sul prato di San Siro, sognando il giorno in cui, su quello stesso manto erboso, avremmo finalmente visto Madonna dal vivo. 
Dovevamo solo aspettare altri 12 anni e 28 giorni ... 

Per quella notte però la nostra attenzione sarebbe andata tutta alla più grande pop-star che il mondo avesse mai visto. E non era roba da tutti i giorni: per quanto non fosse nella sua forma migliore, nel suo genere non aveva rivali: era il meglio del meglio.
Prima di tutto ciò però la scaletta ci proponeva un succulento supporter: Paola & Chiara. È difficile riportare a parole la totale assenza di partecipazione dei fan di Jacko messi di fronte alle due sorelline canterine. Dal canto nostro posso solo dire che le loro urla amplificate non disturbarono il nostro riposo.

Ma veniamo allo show: alla fine di una intro che ricordo lunghissima (e anche un tantino cheap) da un razzo sbucato sull'enorme palco, uscì un Michael Jackson astronauta completamente vestito in lamè dorato.
Nella prima parte del concerto, per quanto il suo ballo fosse rimasto pressoché immutato negli anni, vederlo solo su quell'enorme palco mi fece una certa tristezza. Lo show ripercorreva la lunga carriera del cantante, ma nel riproporre le stesse coreografie e gli stessi costumi dei video, il risultato era che il tutto appariva un po' malinconico, a tratti grottesco.
L'effetto era un continuo susseguirsi di sentimenti contrastanti, un alternarsi di momenti esaltanti che coincidevano con i pezzi più iconici, ad altri di triste stupore, di fronte ad un idolo che si commuoveva durante un pezzo particolarmente coinvolgente, forse Heal The World, lacrime che non nascondo mi suonarono un tantino strumentali.
Ma al di là delle mie impressioni, era difficile e lo è tuttora, giudicare un uomo così universalmente idolatrato e al contempo così spudoratamente fragile, fisicamente e psicologicamente.

A livello visivo lo spettacolo era davvero poco coeso: lunghe introduzioni musicali, video riempitivi e una scenografia che nella sua opulenza aveva una fortissima connotazione kitch.

Con questi sentimenti contrastanti (miei, ma forse anche di altri che come me assistevano allo show) il concerto si chiuse con una serie di pezzi non proprio esaltanti che non contribuirono a farmi passare quel senso di disagio che non mi aveva abbandonato nelle ultime 2 ore.
Il dispiacere di avere perso l'occasione di vederlo 5 anni prima bruciava ancora di più.

E non mi aveva neanche cantato Liberian Girl!

Visto con: Marco C.


Scaletta:  Scream - They Don't Care About Us - In the Closet / Wanna Be Startin' Somethin' / Stranger in Moscow / Smooth Criminal / "The Wind" Interlude / You Are Not Alone / I Want You Back / The Love You Save / I'll Be There / "Remember the Time" Interlude / Billie Jean / Thriller / Beat It / Blood on the Dance Floor / Black or White "Panther" Interlude / Dangerous / Black or White / Earth Song / "We Are the World" Interlude / Heal the World (with "They Don't Care About Us" instrumental reprise) / HIStory
































Visto con: Marco C./Gabri


mercoledì 30 luglio 2014

94.4 - Guida ponderata alla PRIMA FILA per neofiti - 2° PARTE

SECONDA PARTE: 

Riflessioni e consigli su come CONQUISTARE e MANTENERE il posto fronte palco.

Ora che ci siamo lasciati alle spalle le gioie e i dolori della prima fila, veniamo al dunque, ovvero: come conquistarla e poi non perderla.

La prima regola fondamentale, se si tratta di un artista molto famoso e con un grande seguito, e voi non siete arroganti prevaricatori che non guardano in faccia niente e nessuno (e che per questo, pur di andare davanti sono pronti a rischiare la rissa) la prima, fondamentale, cosa da fare è presentarsi di fronte ai cancelli molto presto.
Quantificare con quante ore di anticipo sia il caso di uscire di casa per avere la possibilità (non la certezza), di arrivare alla agognata transenna, non è facile dirlo: per i cantanti davvero mainstream, e penso a Madonna, U2, One Direction e Vasco Rossi, per fare qualche nome, a volte non è sufficiente neanche passare la notte sull'asfalto: con questo genere di nomi, che creano un discreto isterismo collettivo, il rischio è di trovarsi circondati dalle peggiori iene che potrete incontrare nella vostra vita. Persone il cui unico scopo nella vita è vedere il loro artista da vicino e che per raggiungere l'obbiettivo non si faranno scrupoli a schiacciarvi, fisicamente e psicologicamente. 
Paura è? Chi si è fatto un po' di concerti di Madonna sa di cosa parlo ...

Quindi, se siete sufficientemente giovani e motivati, fatelo. Non è indispensabile passare 24 ore di fronte a un cancello chiuso: il più delle volte, anche andare qualche ora prima può essere sufficiente. Una buona corsa all'apertura farà il resto, insieme, se possibile, al non avere zaino o borsa: vi eviterà di essere fermati dalla security per il controllo di routine … pochi secondi di stop che potrebbero costringervi nelle retrovie (con conseguente crisi isterica)!
Se volete a tutti costi andare davanti ad un determinato concerto, acquistate il biglietto fisicamente (fatevelo spedire o compratelo in una rivendita): in questo modo scongiurerete qualunque problema legato ad una apertura ritardata della biglietteria: io ne so qualcosa!
Un altro consiglio: se non volete essere troppo pressati state un po' di lato. Nei concerti più hard che prevedono pogo e danze sfrenate è proprio nella parte centrale che si concentra la parte di fans più scalmanati.
Poi: se una volta entrati vi trovate in 2°/3° fila, seduti in platea come spesso viene chiesto di fare dalla security nei palazzetti o negli stadi, non perdetevi d'animo: tenete d'occhio la gente che vi sta intorno, perché il più delle volte basta che qualcuno si muova per sgranchirsi le gambe per innescare la reazione a catena che fa alzare tutti in pochi istanti. Se sarete attenti e pronti, in quella frazione di secondo potreste scavalcare chi vi sta di fronte e agguantare la transenna. Ovviamente vi insulteranno, ma come si diceva, la prima fila è una giungla e non si può mostrare pietà per nessuno. Ci vuole sangue freddo.

La corsa è uno degli elementi fondamentali per raggiungere l'obbiettivo. Una volta aperti i cancelli, non guardatevi in giro, non cercate amici/fidanzati/parenti: correte facendo attenzione a non inciampare, soprattutto sugli scalini, perché rischierete di essere schiacciati. Puntate un'area della transenna, fiondatevici, sedetevi e cercate i vostri compagni: una volta individuati urlate per farvi individuare. Se si è con altri, tutti sulla transenna, è più semplice restarci fino alla fine del concerto.

Chiudiamo con la 'conservazione' del posto: sì, perché anche quando si ha saldamente la doppia presa sulla transenna, non si deve mai dimenticare che con ogni probabilità qualcuno dietro di voi sta già tramando per prendervi il posto. Quindi:

1. Non commuovetevi per la ragazza bassa che con occhi da cerbiatto vi implorerà di farla passare davanti perché non vede niente. Nessuna pietà: la prossima volta si sveglierà prima e correrà più veloce.
2. State attentissimi a quelli che da dietro di voi si aggrappano alla transenna: nella calca è uno dei metodi più subdoli ed efficaci per inserirsi tra due persone: ballando e cantando tirategli delle sonore gomitate sulle dita. Gli farete passare presto la voglia.
3. Non mettetevi mai di lato, con il fianco contro la transenna, pensando magari di diminuire la pressione: migliaia di persone schiacciate dietro di voi contribuiranno ad occupare ogni millimetro quadrato lasciato libero da voi e in quella posizione, agganciati con una sola mano, avrete ottime possibilità di essere risucchiati indietro.
4. Se c'è abbastanza spazio per uscire e avete qualche amico che si può allargare per tenervi il posto potete anche azzardare una breve evasione. Ma attenzione: il pubblico potrebbe stringersi in vostra assenza e voi non riuscire più a tornare dove eravate.

Credo di aver detto tutto.
Se vi sembra complicato raggiungere e mantenere la prima fila, è giusto anche ricordare che la maggior parte dei concerti non innesca l'isteria collettiva che ho raccontato sopra: spessissimo basta arrivare poco prima per trovare ampi spazi liberi. 
Capita anche che invece di accalcarsi la gente se ne stia ognuna col proprio spazio vitale, anche se di pochi centimetri e allora si sta comodi e si vede bene anche dalle file dietro: all'estero per esempio capita di frequente (Inghilterra, Olanda, Belgio e Stati Uniti per esempio, meno in Francia e Spagna) e va detto che è bellissimo poter stare davanti e al contempo poter ballare senza essere schiacciati.

Nei grandi eventi invece viene spesso allestita un'area transennata nei primi metri dal palco: di solito costa qualche euro in più ma vale tutti i soldi che spenderete … sarete vicini allo spettacolo, potrete ballare, mangiare, spostarvi e andare in bagno. Si può riuscire ad introfularsi anche senza pagare di più, ma per farlo bisogna essere delle attrezzate macchine da guerra! Un argomento che meriterà un post a sè un giorno.

Basta, penso di aver detto tutto. 
Spero che questa mini guida sarà di aiuto e ispirazione soprattutto ai giovani fanatici alle loro prime esperienze di concerto. Tutti voi, chiunque sia il vostro artista favorito, andate, ballate e cantate: avete la mia benedizione.

lunedì 28 luglio 2014

94.3 - Guida ponderata alla PRIMA FILA per neofiti - 1a PARTE


PRIMA PARTE: 

Riflessioni sui PRO e i CONTRO di un concerto visto in prima fila. 

Parto subito dalla conclusione: il concerto visto dalla prima fila è la cosa migliore che possa capitare ad un fan.
Non ci sono se e ma che tengano: vedere il live a pochi metri dal cantante o band che si ama, non ha eguali per chi, quel cantante o band, li segue con la giusta dose di fanatismo.

Ma andiamo con il giusto ordine: chi non vede molti concerti o è alle prime esperienze da spettatore, normalmente si immagina la transenna di fronte al palco come una chimera irraggiungibile, una meta per pochi eletti o, al contrario, una vera bolgia infernale dove regnano il dolore e la sofferenza. Un po' di verità c'è in entrambe le deduzioni: di solito nelle prime file si accalcano i fan più hard-core, quelli che sanno tutti i testi e che sono disposti a regalare qualche ora del proprio tempo per una coda, in nome dell'amore del loro artista preferito. I fanatici, come il sottoscritto.
È anche vero però che la transenna, una volta conquistata, regala alcuni lussi che nessun'altro in platea potrà sognarsi.

Ed è proprio con i PRO che voglio dare vita a una mini-guida alla conquista e conservazione della prima fila... con che qualifica mi metto in cattedra? Solo l'esperienza di una una novantina di prime-file, alcune ottenute con grandi sacrifici, altre difficilissime o dolorosissime, il più delle volte esaltanti e basta!
Cominciamo quindi con l'elencare tutto quello che potrete godere una volta arrivati di fronte al palco: 
1. Potrete sedervi (appoggiando la schiena) in attesa che il concerto inizi.
2. Oltre ad avere il vostro amato front-man a pochi metri da voi, potergli leggere le espressioni del viso, ammirare il sudore che gli cola dalle tempie e magari anche toccarlo, potrete riposare le vostre stanche gambe (stare fermi in piedi per ore mette alla prova anche i più allenati) appoggiandovi alla transenna.
3. A meno che non siate ad un live molto energico che prevede pogo e pressione asfissiante, con le braccia potrete crearvi un piccolo spazio vitale, che unito al fatto che sarete tra i pochissimi privilegiati a non avere il naso nell'ascella della persona che vi sta di fronte, vi darà grande sollievo e la forza per arrivare sani e salvi alla fine dello show.
4. Se il concerto si svolge all'aperto, su un prato e dovesse piovere (capita), probabilmente vi bagnerete, ma sarete tra i pochissimi a non essere immersi nel fango fino alle caviglie: le transenne hanno più di mezzo metro di pedana antiribaltamento che le rendono stabili su cui voi sarete ben piantati. Oltre a questo sarete tra i pochissimi a vedere qualcosa dato che non avrete ombrelli aperti a coprirvi l'intero palco.

Altri benefit che potrebbero sembrarvi secondari ma che all'occorrenza vi faranno molto comodo: dalla prima fila puoi uscire se ti senti male, puoi implorare dell'acqua a quelli della security adducendo un mancamento o uno stato di forte disidratazione (ma rischi che chiamino quelli della croce rossa e che ti portino via forzatamente), puoi fumare se sei all'aperto, senza rischiare di dar fuoco a chi ti sta di fronte.

...e comunque sei lì, il tuo amato artista sarà a pochi passi da te, nessuno potrà ostruirti la visuale anche se sei alta 1 metro e 45 e potrai vedere tutto lo show dall'inizio alla fine.

Ora, dopo aver elencato i tanti pro, non posso purtroppo risparmiarvi i pochissimi contro. 
Il primo, e quello da tenere sempre presente, è che 9 volte su 10, una volta che vi sarete assicurati il vostro posto in paradiso, non potrete più spostarvi da lì, pena dire addio all'agognata transenna e alle ore perse in coda, nella canicola o sotto le intemperie a sentire altri fan cantare (male) le canzoni dei vostri beniamini.
Dietro di voi ci sarà sempre qualcuno che vi detesta per il solo fatto di essere lì e che tramerà per sottrarvi il posto fronte-palco.
Questo cosa significa? Molto semplicemente: scordatevi la birretta, la focaccia farcita, di sgranchirvi le gambe e soprattutto, niente servizi igienici per qualche ora. 

Tutto ha un prezzo e stare davanti a tutti in un concerto prevede una vescica d'acciaio.

>>> nella prossima puntata tutti i consigli per riuscire ad arrivare (per poi restarci) in PRIMA FILA <<<

martedì 5 febbraio 2013

81. 15 giugno 1996 - VASCO ROSSI

Nessun Pericolo Per Te Tour 1996
Luogo: San Siro (MI)
Durata: 2h 40'
Prezzo: Gratis Posizione: Prato Sold-Out:Sì 
Pubblico: 70.000






Ancora Vasco, ancora a San Siro, ancora con i 'ragazzi' del centro riabilitativo dove avevo prestato servizio civile per un anno.
Un'unica grande differenza: questo secondo concerto del rocker di Zocca sarebbe stato il suo l'ultimo, almeno per me.
Non essendo stato mai un fan mi godevo la cornice, la partecipazione del pubblico e molto meno la scaletta, che in questo concerto mi diede molte meno soddisfazioni rispetto a quello dell'anno prima. Unica vera eccezione: La noia, che allora (ma anche oggi) era una delle mie canzoni preferite di Vasco.


Visto con: Paolo / Filippo / Enzo / Castelli (Prateria) / Ivan (Prateria)    

Scaletta: Un gran bel film / Praticamente perfetto / Ormai è tardi / Io perderò / Non mi va / Le cose che non dici / Nessun pericolo... per te / Senza parole / Non appari mai / Mi si escludeva / Sally / Benvenuto / Colpa d'Alfredo / La noia / C' è chi dice no / Gli spari sopra / Delusa / Gli angeli .


giovedì 7 luglio 2011

64. 30 luglio 1995 - ROLLING STONES

Voodoo Lounge Tour
Supporters: The Black Crows
Fussballstadion St. Jakob - Basilea (CH)
Durata: 2h 15'
Prezzo: 65 Fr.Ch
Posizione: Platea
Sold-Out:
Pubblico: 50.000










Se c'è una cosa che non sopporto dei concerti in Svizzera è che al momento di entrare, si portano via il tuo biglietto. Non c'è niente da fare, inutile protestare: se ti va bene ti lasciano il talloncino.
Al concerto degli Stones di Basilea si tennero TUTTO.
Che nervi.

Ma bando alle ciance! Qua si va a parlare della più grande ed influente rock band della storia.
Il motivo per cui scelsì la Svizzera per vedere una data del Voodoo Lounge Tour era molto semplice: in Italia non venne fissata nessuna data, né a Milano né da nessun'altra parte.


Con Sebastien e suo fratello (esclusivamente francofono) ci imbarcammo per la trasferta di circa tre ore che dividono Monthey da Basilea.
Lo stadio che ospitava il concertone lo ricordo come un mega padellone, niente a che vedere con San Siro e i suoi spalti raccolti intorno al prato.
Ci appostammo davanti al mixer dove godavamo di un'ottima visuale sul gigantesco palco che avrebbe accolto i 4 mostri sacri.


I ricordi che mi sono più vividi sono il caldo e la luce: la giornata era davvero torrida e il sold-out della data di Basilea si traduceva in uno stadio pieno all'inverosimile. Le norme di sicurezza applicate in Italia all'estero sono ben diverse!
Poi il sole, che bruciava tutto, anche le retine: l'ombra in un impianto così basso e largo non arrivava mai, e l'unica cosa era arrendersi e lasciarsi spegnere lentamente.

Aprii mezzo occhio per dare un'occhiata ai Black Crows, la band perfetta per gli Stones, dato che ne sono i cloni. Peccato che gli originali siano un tantino inimitabili e il risultato fu una sofferenza (mia) di quasi un'ora.
Quando però le prime ombre cominciarono a sfiorarci, arrivarono loro.
Il palco era quanto di più monumentale avessi mai visto: pedane, passerelle, un impianto luci delirante. Non riuscivo ad immaginare che qualcuno riuscisse a stare su quel palco senza rimanerne miseramente schiacciato.
Non avevo fatto i conti con Mick Jagger, né avevo idea di quale animale da palco avrei avuto di fronte. 
Non potevo non pensare che questa espressione fosse stata coniata per lui: ancheggiante, sfrontato, meravigliosamente sculettante, con le sue magliette corte come se avesse ancora 20 anni Mick domava quella enorme macchina da musica come se fosse stato il salotto di casa sua.


Visto con: Sebastien (e suo fratello)

sabato 18 giugno 2011

62. 7 luglio 1995 - VASCO ROSSI

Rock Sotto Assedio
Stadio Meazza (Milano)
Durata: 2h 30'
Prezzo: Gratis
Posizione: Prato
Sold-Out:
Pubblico: 70.000










Ebbene sì. Nel mio passato c'è stato spazio anche per il Vasco nazionale.
Posso serenamente dire che se non avessi avuto l'occasione di vedere gratis questo concerto, Vasco non lo avrei mai preso in considerazione. 
La sua musica si era ritagliata un cameo importante nella mia adolescenza con 'C'è chi dice no' nel biennio 1987/1988: oltre a questo ben poco di lui mi è mai piaciuto.
Gli ho sempre riconosciuto un notevole appeal, una indubbia capacità di comunicare e poi, a parte qualunque commento, ha scritto delle gran canzoni.

L'occasione si presentò nell'estate del 1995, quando Vasco decise di fare 2 date a San Siro per attirare l'attenzione sulla situazione di Sarajevo e della ex-Jugoslavia in quel periodo.
Come supporters suonarono artisti e band provenienti proprio da quelle zone, e parte della scaletta venne studiata, a partire dall'apertura con 'Generale' di De Gregori, per dare voce ad un conflitto in buona parte dimenticato dall'occidente.


Proprio l'inizio fugò tutti i dubbi che mi ero trascinato dietro da casa: 'Generale' cantata da 70.000 persone sciolse ogni mio dubbio, una tale emozione dirompente diede il benvenuto alla sfilza di momenti di sentimentalismo giovanile che costellarono l'intero concerto: ascoltare 'Bollicine', 'C'è chi dice no', 'Vivere una favola', 'Fegato spappolato' o 'Va bene va bene così' mi riportava all'adolescenza, nella maniera più dolce.
Vasco è uno dei pochi cantautori capaci di riportarti, volente o nolente, ad un preciso periodo della tua vita con molte delle sue canzoni. Se non lo ascoltavi per scelta c'era sicuramente qualcuno dei tuoi amici che lo faceva.
E poi essere a San Siro per la prima volta, in mezzo a decine di migliaia di persone esultanti, sentire la potenza di quella gente unita assieme, fu un'esperienza unica. Provavo ad immaginare che effetto avrebbe avuto su di me vedere i grandi artisti che amavo... da brivido!
Diciamo che la tipologia del fan medio presente al concerto non rientrava esattamente nei miei canoni, ma l'insieme, a luci spente, era notevole.
Non ero fanatico di Vasco, non lo sono neanche oggi, ma quel concerto fu un'esperenza molto forte. 
Magari da ripetere, ma sempre e solo GRATIS.



Visto con: Paolo / Giovanna / Roberto / Massimo / Sabrina (Prateria)

Scaletta: Intro (da "don Giovanni" di Mozart) / Generale (De Gregori) / Cosa succede in città / Sono ancora in coma / Asilo Republic / Va bene va bene così / Fegato fegato spappolato / Sensazioni forti / Anche se (praticamente perfetto) / Senza parole / Delusa / Portatemi Dio / War (cover) / Alibi / Vita spericolata / Liberi liberi / C'è chi dice no / Siamo solo noi / Gli spari sopra / Gli spari sopra (Sikter) / Vivere / Vivere una favola / Blasco Rossi / Bollicine / Per quello che ho da fare / Guarda dove vai / Canzone / Albachiara

martedì 26 aprile 2011

48. 22 giugno 1994 - PINO DANIELE + JOVANOTTI + EROS RAMAZZOTTI

Stadio Brianteo (Monza)
Durata: 4h
Prezzo: /
Posizione: Platea
Sold-Out: No
Pubblico: 30.000 p.c.



La continua fame di concerti, la gratuità dell'evento e la voglia di passare del tempo spensierato con i ragazzi di cui mi occupavo durante il servizio civile furono lo sprone per andare a vedere il triplo show che quell'anno Jovanotti, Pino Daniele ed Eros Ramazzotti portavano in giro per l'Italia.


Dei tre l'unico che artisticamente mi interessava un po' era il primo. Gli altri due mi erano totalmente indifferenti.
Quello che si rivelava essere un piccolo festival con tre artisti nazionali di tre generazioni differenti e con stili diversi tra loro, si tenne allo Stadio Brianteo di Monza.

La nostra postazione era obbligatoriamente quella dei portatori di handicap, dato che alcuni dei ragazzi erano costretti su una sedia a rotelle. Ma non ci si poteva certamente lamentare, dato che dalla posizione rialzata sul prato godevamo di una visuale invidiabile.


Il primo a salire sul palco fu Pino Daniele, di cui non ho il ricordo più vago, dato che allora come oggi male sopporto la sua musica e la sua voce. Con tutto il rispetto per l'uomo e l'artista, non me ne potrebbe fregare di meno.
Scollegato il cervello per la durata del suo set lo riaccesi per l'arrivo di Jovanotti: Lorenzo 1992 era stato per me un disco importante un paio di anni prima ed ero curioso di vederlo in azione.
Alla mia attesa si sommava quella di Emanuele, uno dei ragazzi che accompagnavamo, da anni fan di Lorenzo e il cui entusiasmo era difficile da contenere.

Dopo qualche canzone, quando l'atmosfera era ormai sufficientemente carica, presi Emanuele e lo portai davanti: continuava a fissare il megaschermo, come quando eravamo indietro senza accorgersi che Jovanotti era a pochi passi da noi. Quando glielo feci notare cominciò a saltare urlando per farsi vedere. Un momento indimenticabile, soprattutto per l'imbarazzo.
Per finire venne il turno della star della serata, Eros. Com'era logico, non avevo alcun interesse di starlo a sentire, quanto meno non attentamente. Il risultato alla fine non fu fastidioso e cantare le canzoncine che tutti conoscevano, comprese le primissime degli anni '80 'Terra promessa' e 'Adesso tu' insieme a migliaia di persone intorno e i ragazzi vicino fu sorprendentemente divertente.

La serata si concluse con un mini-set con i tre cantautori insieme sul palco, e poi tutti a casa. Con Pino Daniele e Eros Ranazzotti potevo dire conclusa l'esperienza. Con Lorenzo il flirt sarebbe andato avanti ancora per la durata di un altro concerto.


Visto con: Ragazzi della 'La Prateria'

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