Location: Magazzini Generali (Milano)
Durata: 1h 30'
Pubblico: 1000 P.C.
... e arrivò il momento di assistere al concerto più gay di sempre.
Pensavo che quello delle Spice Girls potesse essere insuperabile sotto a quell'aspetto, ma mi dovetti ricredere.
I Bjorn Again. Chi erano mai costoro? Facile: una cover band degli ABBA. Scoprii solo dopo che erano nati 10 anni prima e che giravano il mondo da allora.
Nel lontano 1998 andammo senza sapere nulla di tutto ciò, se non che avremmo sentito qualcuno cantare le canzoni della band che negli anni era stata ufficiosamente eletta dall'universo LGBT la band più gay di tutti i tempi e che aveva fornito spunti per film, musical e slogan mutuati in tutti i pride del mondo.
La realtà si rivelò ben diversa dal triste teatrino che ci eravamo immaginati: il palco, con l'inizio delle prime note, accolse quanto di più simile alla band originale avremmo mai potuto sognare. I 4 elementi originali in pratica si riproponevano a noi, con gli stessi costumi, le stesse movenze e soprattutto, le stesse canzoni cantate e suonate dal vivo ... ABBA!
Uguali! Noi dalla prima fila conquistata più per abitudine e innata propensione che per un concreto interesse, ci guardavamo e non riuscivamo a credere a quello cui stavamo assistendo.
La sensazione era un perfetto mix tra l'essere sbalzati nel 1974 ad un concerto della band originale e l'assistere dal vivo a Le nozze di Muriel. Non riuscivamo a distogliere l'attenzione dal palco e quelle poche volte che lo facevamo per guardare alle nostre spalle, trovavamo un vero e proprio pride, con tripudio di boa di struzzo, glitter e piume ovunque.
Io e W. non riuscivamo a smettere di ridere, per quanto assurdamente realistica fosse la situazione. Ridemmo tanto che una delle due cantanti chiese pubblicamente, abbondantemente amplificata, cosa avessero tanto da sghignazzare quei due tizi sotto al palco.
Farsi riconoscere, sempre, se possibile: un credo incrollabile il nostro.
La scaletta era definitiva, non c'era tempo di riprendere fiato, e la pensarono allo stesso modo tutti gli spettatori presenti a sentire i cori che si alzavano dalle retrovie.
All'uscita dai Magazzini la sensazione era la medesima che ricodo distintamente oggi, di una serata a suo modo perfetta: un'ora e mezza di gioia, spensieratezza e omosessualità distillata, che non ho più avuto (e non credo avrò anche in futuro) il piacere di riprovare.
Scaletta: Waterloo / Gimme Gimme! Gimme! (A Man After Midnight) / Super Trouper / Honey, Honey / SOS - Message in a Bottle / Knowing Me, Knowing You / Ring Ring / Fernando / I Have a Dream / The Winner Takes It All / Paranoid (Black Sabbath cover) / Eagle / Voulez-Vous - Lay All Your Love on Me / Money, Money, Money / Mamma Mia / Chiquitita / Dancing Queen / Thank You for the Music
- Play V
Lingo Tour
Location: Rolling Stone (Milano)
Durata: 2h
Pubblico: 1000 P.C.
Heaven & Hell Tour
Location: Magazzini Generali (Milano)
Supporter:
Durata: 2h
Pubblico: 1000 P.C.
Terzo concerto dell'amato Joe Jackson e primo visto in compagnia. Chi fosse al mio fianco però l'ho dimenticato ... credo la sorella di un'amica. Credo.
Ma veniamo al dunque: l'album supportato era Heaven & Hell, lavoro concettuale che faceva seguito all'ugualmente criptico Night Music di 4 anni prima e sicuramente meno pop rispetto a Laughter & Lust del 1991.
La venue dove si sarebbe tenuta la serata fu la prima sorpresa, trattandosi dei Magazzini Generali ma in versione inedita, con i posti a sedere e numerati. Mai più vista. Il fatto che fosse il sottoscritto il responsabile dell'acquisto dei biglietti ci permise di accomodarci in prima fila, centrale... ça va sans dire!
Il piccolo palco era stracolmo di tastiere e laptop, sintomo che Joe si sarebbe esibito da solo o quasi, e così fu.
In realtà il www mi dice che c'era anche una vocalist violoncellista, ma la mia memoria ha cancellato questo dato. Per me era solo al comando.
Comunque: l'attesa si consumò nei Magazzini illuminati dalla luce del giorno, anche questa una prima volta. Poi lui, come detto in solitaria, con basi e beat registrati: non esattamente la situazione che preferivo, a dire il vero. Non vedere Graham Maby e il suo basso era già motivo di sconforto.
Ma il carisma di Joe, il suo saper intrattenere, quelli erano intatti. Il set era strutturato con una prima parte con pezzi classici e una seconda completamente dedicata all'album da poco uscito. Inutile dire che, nonostante l'attenzione e la concentrazione tributati ai nuovi pezzi, erano le vecchie glorie quelle più attese. Come è ovvio che fosse visto che, a differenza di altri dischi portati in tour, Heaven & Hell tendeva ad amalgamarsi poco con le sonorità che lo avevano reso l'artista che conoscevamo e che conosciamo tutt'oggi.
Ci ragalò anche una qualche scenetta divertente, come quando si ruppe una (finta) bottiglia di whisky in testa. Sul momento mi fece anche impressione, salvo poi raccogliere l'etichetta come memorabilia.
Alla fine tornai a casa solo parzialmente soddisfatto, più che altro a causa delle altissime aspettative che hanno sempre caricato l'attesa di un concerto di Joe Jackson.
Ma avrei dovuto aspettare quasi 3 anni per togliermi quel gusto amarognolo di bocca.
Possibile scaletta: Is She Really Going Out With Him? / It's Different for Girls / Real Men / Be My Number Two / You Can't Get What You Want / Eleanor Rigby / Home Town / Nineteen Forever / The Other Me / Danny Boy (Ernestine Schumann-Heink cover) / The Man Who Wrote Danny Boy / Prelude / Fugue 1 / More Is More / Angel / Tuzla / Passacaglia / A Bud and a Slice / Right / The Bridge / Fugue 2 / Song of Daedalus / Steppin' Out / A Slow Song
Location: Rolling Stone (Milano)
Durata: 1h 45'
Pubblico: 1000 P.C.
The Fat Of The Land Tour
Location: PalaStampa (Torino)
Supporter:
Durata: 1h 30'
Pubblico: 6000 P.C.
Perché tornai a rivedere i Prodigy a soli 6 mesi dalla volta precedente? Era esattamente lo stesso tour passato da Milano, nulla di nuovo all'orizzonte. Considerando che già la prima volta non è che mi avessero particolarmente entusiasmato, mi chiedo cosa mi abbia spinto ad andare a vederli addirittura a Torino!
Giuro che non lo so.
Anzi, un idea ce l'ho: M.S. che a quel concerto era con me, non era potuto/voluto venire a quello di Milano di settembre e mi aveva facilmente convinto a seguirlo fino in Piemonte. Per quanto riguarda i live sono sempre stato facile da indirizzare.
Comunque: non ho un ricordo preciso della serata, ma direi che quello che avevo scritto per il primo concerto a cui ebbi la ... fortuna di assistere, può benissimo valere anche per questo.
Unica grande differenza tra i due fu che prima di entrare sono stato fermato dalla Polizia che mi ha tenuto in ballo per un po' di tempo. Già non ero convintissimo, figuriamoci dopo questo bell'incontro...