mercoledì 19 gennaio 2011

3. 8 giugno 1989 - THE CURE - 1° parte


The Prayer Tour
Arena Civica - Milano
Durata: 2h 30'
Visto con: Barbara (Sara/Gabri)
Prezzo: 31.000 Lire
Posizione: 1° fila
Sold-Out: No
Pubblico: 15000 p.c.





Ci siamo. E' venuto il momento di smettere di scherzare. Basta cazzate, canzoncine e infatuazioni adolescenziali.
Il momento è serio, perché vado a raccontare quello che per molti aspetti, non esclusivamente legati al live in sé, è stato il mio primo, vero, grande concerto. E che rimane ancora oggi una delle più sensazionali esperienze fatte in vita mia.

The Cure, Arena Civica di Milano. Un concerto a cui hanno partecipato, ho scoperto negli anni, molti amici che ancora non conoscevo.
L'8 Giugno 1989 io ero con le persone che ai tempi rappresentavano tutto ciò che mi importava nella mia vita: Sara, Barbara, Gabri.
Noi quattro, un piccolo gruppo che si era unito per superare come meglio potevamo l'adolescenza, che condivideva e sperimentava.
I Cure erano soprattutto 'cosa' di Sara e Barbara, ma le contaminazioni tra noi avvenivano a 360° e ciò che ascoltava uno, nove volte su 10 lo ascoltavano anche gli altri.
Poi Disintegration mi era esploso dentro. Un lavoro così eterogeneo, cupo senza essere deprimente, che rispecchiava fedelmente le mie emozioni di quegli anni. Una vera colonna sonora di fine anni '80.
Preparammo la giornata con dedizione. L'anno scolastico era finito da poche ore. Ci incontrammo la mattina intorno alle 9,30 con B. e G. all'Esselunga vicino a Romolo, per rifornirci di alcol e raggiungere S. a casa sua. Dovevamo carburare, non potevamo arrivare sobri, non era concepibile.
Dopo un tot di Martini Bianco bevuto a temperatura ambiente, prendemmo la metro direzione Lanza: purtroppo il movimento della vettura fece la prima vittima: uno di noi, non io, pensò bene di vomitare. Dio che schifo.
Ma nulla doveva e poteva fermarci.
Prima delle 11 am eravamo di fronte all'Arena, con la giusta dose di agitazione stemperata dall'evidente stato di ebbrezza.
Prima di metterci scomodamente seduti ad attendere l'apertura dei cancelli, con mio grande disappunto una delle mie compagne d'avventura si ostinò ad accompagnare degli sconosciuti senza biglietto a La Biglietteria (Corso Garibaldi) per scoprire che il giorno del concerto la prevendita viene sospesa, da sempre. Tempo perso inutilmente e agitazione in rapida ascesa.

La serenità la ritrovammo nella lunga attesa, passata seduti sul cemento e sotto al sole, ridendo dei dark più ortodossi che trascorrevano le ore a rinfrescare il cerone che colava e a disegnarsi ragnatele in ogni francobollo di pelle non coperto da indumenti neri.

Il primo dramma di una giornata lunga, emozionante ma decisamente impegnativa, si consumò intorno alle 16,30 quando si aprirono tutti i cancelli.
Tutti tranne il nostro. 6 ore sotto al sole di fronte al portone principale che si concludevano con l'annuncio che quel varco non sarebbe stato aperto.

Bestemmie a profusione. Nuove, colorite imprecazioni. Una breve corsa e ci infilammo concitati ed incazzatissimi nella fila a pochi metri da noi, che si incuneava in una porticina in cui si ammassavano centinaia di esseri bianchissimi tutti vestiti di nero. Nessuno fece caso o si preoccupò del fatto che ci eravamo infilati spudoratamente approfittando della calca: non c'erano transenne e noi, arrivati da ore, sentivamo il sacrosanto diritto di superare chiunque.
Le urla, le liti, le lacrime. Non so neanche come entrammo in quel piccolo varco. So solo che dopo una corsa sul prato mi ritrovai seduto in seconda fila, sulla destra del palco. Solo. Avvistai nell'ordine Barbara, Sara e Gabri.

martedì 18 gennaio 2011

2. 20 aprile 1989 - WENDY & LISA


Fruit At The Bottom Tour
City Square - Milano
Durata: 2h
Prezzo: 27.500 Lire
Posizione: 1° fila
Sold-Out: No
Pubblico: Pieno





Il secondo concerto arrivò a distanza di 6 mesi esatti dal primo. Ormai 17enne mi apprestavo ad assistere al mio primo live solitario.
Anche questa è una situazione che approfondirò, un giorno: per ora mi limiterò a ripercorrere quello che gli anni hanno lasciato nei miei ricordi del mio primo concerto di Wendy & Lisa a cui abbia assistito.
Temo però, prima di entrare nei pochi dettagli della serata, sia necessario spiegare chi siano queste signorine very '80s che i giovani d'oggi difficilmente conosceranno. Nonostante un piccolo rispettabile posto nella storia della musica se lo siano assicurato.
Lisa Melvoin e Wendy Coleman furono rispettivamente tastierista e chitarrista del Prince degli anni d'oro, quello che tra il 1980 e il 1986 divenne il Genio di Minneapolis, creando con i Revolutions, di cui le nostre facevano parte, i suoi più importanti e venduti album: '1999', 'Around The World In A Day', 'Parade' e soprattutto 'Purple Rain'.
Credo di essere l'unica persona al mondo ad essere diventato fan di W&L prima che di Prince: nel 1987 infatti le due, uscite dall'entourage del Folletto, si misero in proprio e pubblicarono il loro primo LP omonimo, che conteneva un paio di singoli di successo.
Uno di questi me le fece conoscere:
Il live si teneva al City Square (poi Propaganda, poi Lite e poi non so...), discoteca che fino ad una decina di anni fa ospitava signor concerti.
Dando seguito ad una abitudine che si sarebbe radicata per molti anni, arrivai con diverse ore di anticipo sull'apertura del locale.
Poche le persone che già aspettavano. Tutte però accumunate da una caratteristica precisa che avrei avuto modo di constatare anche durante lo show: erano TUTTI fan di Prince. Probabilmente ero l'unico a non esserlo (non ancora. Avrei avuto modo di rifarmi).
Resta il fatto che le due ore di concerto, a cui chiaramente assistetti dalla prima fila, filarono velocissime. Il mio primo concerto visto in un piccolo club mi faceva conoscere il gusto di un'atmosfera più intima, dove l'artista poteva guardare, dialogare, scherzare e coinvolgere direttamente il pubblico presente.
Sorrisi ed occhiolini non fecero che far crescere a dismisura il mio amore per loro. Ancora oggi credo di essere l'unico collezionista di vinili di Wendy & Lisa, almeno in Italia...
L'highlight della serata? Verso la fine parte un pezzo che, nonostante avessi avuto tutti i loro LP, 45” e 12” non riuscivo a riconoscere. Peccato che il pubblico dietro di me avesse cominciato a saltare, urlare e cantare ogni singola parola.
A fine concerto chiesi timidamente cosa avesse scaldato a tal punto gli animi di tutti i presenti, tranne il mio: era 'Mountains' di Prince, canzone scritta da W&L per buona parte e contenuta nell'album 'Parade'. Ah ecco, tutto si spiegava. Prince andava approfondito.

lunedì 17 gennaio 2011

1. 22 ottobre 1988 - GIANNA NANNINI


Malafemmina Tour
PalaTrussardi - Milano
Durata: 2h
Visto con: Flavia P. / Paola P.
Posizione: 1° fila
Prezzo: 24.000 Lire
Sold-Out:


Il primo approccio reale a quel che sarebbe accaduto, al fatto che finalmente avrei potuto sfogare dal vivo tutto l'amore che avevo per la Gianna nazionale, fu l'acquisto del biglietto. Pare stupido sottolinearlo, ma a volte ci si dimentica che l'approccio ad un concerto, ai tempi in cui Internet non esisteva e le notizie arrivavano solo da Ciao 2001 settimanalmente e da Rockerilla mensilmente, i biglietti a Milano si compravano in pochissime rivendite: Mariposa, Psycho, La Biglietteria e Transex per citarne alcune, ma non erano molte di più.
Proprio Transex venne scelto per il fatidico acquisto, per la sua comodità da Piazza Duomo e perché in qualunque caso con le mie amiche ci si andava immancabilmente ogni sabato, quindi ... le 24.000 lire del costo del tagliando, un piccolo patrimonio per il 16enne di allora, vennero dal sottoscritto accantonate al prezzo di rinunce sui pranzi delle pause a scuola (2 alla settimana, 5.000 lire per mangiare che venivano intaccate di poco se ai panini si sostituiva del pane acquistato dal prestinaio). Non ci avrei rinunciato per nulla al mondo.
Ricordo come fosse ora la sensazione di ebbrezza uscendo da Transex con il biglietto in mano: mi sentivo la persona più fortunata e felice al mondo. Nulla poteva scalfire qual momento di pura gioia distillata.
Passarono diverse settimane prima del concerto, che trascorsero nel terrore che per un qualunque motivo mi venisse impedito di andare al concerto (malattia o incidente) o che la data o il tour venissero cancellati per eventi superiori al mio volere. Ma tutto filò liscio. Il concerto era di sabato, la giornata era piena di sole e io mi presentai di fronte al Palatrussardi prima dell'ora di pranzo.
Non avevo nessuna esperienza di concerti, se non qualche nozione di seconda mano filtrata dalle mie amiche, che il loro primo live l'avevano già visto. Ricordo ancora come se fosse ora di essere arrivato prestissimo e che di fronte al cancello d'entrata c'era già un piccolo sparuto gruppetto in attesa di entrare, molte ore dopo. Con me c'era Flavia, amica del periodo che come me adorava la Gianna. Fatto un timido giro di perlustrazione facemmo la conoscenza di una ragazza più grande di noi, Paola, con cui restammo a chiacchierare per tutta la durata della (lunghissima) attesa precedente l'apertura dei cancelli. Feci anche la fugace conoscenza delle agguerrite fan di chiara fede saffica che avrei incontrato ad ogni singolo concerto futuro della Gianna a cui avrei assistito; e, come vedremo, sarebbero stati un discreto numero.
Seduto in fila con le mie compagne d'avventura dovemmo aspettare qualcosa come 7/8 ore prima di poter entrare. Mi stupirono la calca e le urla prima della corsa e del traguardo finale, l'unico possibile: la prima fila.
Un altro paio di concitate ore dovettero passare prima che la folla della platea si alzasse di colpo, senza preavviso. La visuale dalla transenna per un adolescente non certo basso e smilzo come me era una scoperta nella scoperta: guardavo il palco illuminato dai fari del palazzetto su cui si agitavano indaffarati roadies, presissimi nel rifinire il lavoro di sound-check fatto nel pomeriggio e che, come una eco lontana, dalla fila fuori avevamo aguzzato le orecchie per sentire, ognuno a cercare di indovinare la canzone per primo.
Gli strumenti ancora silenziosi, le luci spente se non per qualche lampo di prova. Mi trovavo finalmente lì e per la prima volta, non ero del tutto sicuro che tutto ciò mi piacesse: tutta quella gente ammassata e adorante proprio come lo ero io mi metteva a disagio e mi infastidiva. Quello che, nonostante le mie continue dichiarazioni pubbliche d'amore, era stato un evento privato, una emozione che solo io conoscevo, diventava all'improvviso pubblico, di migliaia di persone che esattamente come me, erano lì per gli stessi miei motivi e gli stessi miei slanci. Era quasi insopportabile. Nel mio intimo credevo di essere il più sincero fan di Gianna Nannini, il solo che ascoltando e studiando i suoi testi fino allo sfinimento, ne avesse carpito emozioni e sfaccettature caratteriali. Invece no: ero uno dei migliaia. Il migliore, ma comunque uno in un mare di 10.000 persone circa.
Tormentato da questa presa di coscienza e dai primi moti d'odio per la fan lesbiche della Gianna, venni sorpreso, da un momento all'altro, dal buio improvviso. Io cominciai ad urlare e il mio urlo si perdeva in un boato mai sentito prima. Nell'oscurità la pressione da tutti i lati cominciò a farsi importante: dietro 5/6000 persone spingevano verso il palco (ovvero, tra gli altri, verso di me).
Nella foga del momento di uscita sul palco di Gianna Nannini sulle notte della insopportabile 'Hey Bionda' (con il batterista di allora che le suonava le tette di metallo del giubbotto di pelle...), mi impressi un pollice unto su di una lente degli occhiali da vista, che allora portavo: ne segui un concitato tentativo di pulirli con la t-shirt che indossavo, peccato che la pressione della folla mi tenesse irreversibilmente schiacciato alla transenna. Comunque ce la feci e il mio primo concerto ebbe inizio.
Cosa ricordo? Poco. Per assurdo ho fotografie più nitide del 'prima' che del 'durante'. Scorrendo oggi la scaletta su Wikipedia la trovo abbastanza insulsa, poco incline a ripescare dai dischi del passato. Da sottolineare solo la presenza di 'Kolossal' e 'Sognami', pezzi che amo oggi come allora.
Lo spettacolo trascorse veloce. Io urlai ogni singola parola delle canzoni, tanto che per alcuni giorni rimasi competamente afono. Come da allora in poi ebbi modo di constatare ad ogni suo concerto, Gianna sul palco trova la sua dimensione ideale: è un folletto impazzito e scoordinato, che trasmette una energia fortissima.
Dopo due ora di estasi, urla, emozioni attese da anni e di canzoni urlate al palco, mi ritrovai nel buio del parcheggio di Lampugnano, sudato e ancora fremente. Il mio primo concerto era finito e iniziava quella che ancora oggi è la mia più grande passione: la musica dal vivo.

E voi? Ricordi del vostro primo concerto?


Visto con: Flavia P. / Paola P.

Scaletta: Hey bionda / Kolossal / Cuore zingaro / Profumo / Un ragazzo come te / Voglio fare l'amore / Come una schiava / Sognami / Luci rosse / Avventuriera / Donne in amore / Luna dell'Est / Aiuto / Time lover / Fotoromanza / Ragazzo dell'Europa / America / Revolution / I Maschi / Bello e impossibile

0.1. Prima del Primo Concerto


2.

Il primo concerto.
Ho sempre pensato che 'il primo concerto' sia nella vita di chi ama la musica, un evento indimenticabile, al pari di altre 'prime volte' ben più celebrate (tutte riguardanti la sfera sentimental-sessuale).
A tutte le persone che ho conosciuto e che hanno destato in me un qualche tipo di interesse ho chiesto, prima o poi, quale fosse stato il loro primo live e che età avessero ai tempi. Questo perché c'è moltissimo di una persona nel suo primo concerto, che quasi sempre si posiziona nell'adolescenza e che ricopre, il più delle volte, una grandissima importanza nelle fasi di cambiamento, evoluzione e rottura che quegli anni rappresentano.


Il mio primo concerto è stato quello di Gianna Nannini e, come spesso aggiungo, non poteva essere quello di nessun'altro. Questo col senno di poi, ovviamente: ai tempi, prima di arrivare al 22 Ottobre 1988, mi fu detto NO diverse volte ad altri live. Ma questo è un racconto che riprenderò più avanti.
Gianna Nannini, si diceva. La cantante senese, negli ultimi anni ritornata inspiegabilmente di gran moda, è stata la mia prima, grande e insopprimibile passione. Aggiungerei 'adolescenziale' perchè prima c'erano state Raffaella Carrà e Daniela Goggi, ma preferisco ascriverle alla mia infanzia.
Nell'estate del 1984 a casa del mio amico di sempre, Alessandro, registrai su cassetta 'Fotoromanza' con il mangia-nastri attaccato ad una cassa dello stereo di sua sorella. A seguire i miei fecero l'errore definitivo di acquistarmi in nastro originale di 'Puzzle'. Da quel momento tutto cambiò: avevo 12 anni e per la prima volta sentivo e sceglievo della musica per adulti che non mi veniva imposta da mio fratello (di 8 anni maggiore e quindi un gerarca senza indulgenze e cedimenti di nessun tipo). Ascoltai quelle 8 canzoni fino allo sfinimento per tutta l'estate; in macchina (se non c'era mio fratello...) non si ascoltava altro, tanto che i miei sapevano i testi alla perfezione proprio come il sottoscritto.
Nei mesi a seguire con una cadenza sempre più ristretta acquistai tutti gli LP e i 45 giri che incontravo sulla mia strada di neofita della musica. Fin quando non arrivò il 1986 e con lui l'album 'Profumo', credo il più venduto di sempre della Gianna. Quel disco conteneva pezzi quali 'Bello e impossibile', 'Profumo' e 'Avventuriera' e fu per parecchi mesi un successo di vendita pazzesco, soprattutto trattandosi di una cantante donna italiana.
Insomma, tutto questo per dire che era scontato che ad un cotal successo, venisse fatto seguire un tour. E invece no. Ancora ricordo l'aula di Figura Modellata (ai tempi frequentavo la 2° al Liceo Artistico II di Milano) in cui, sfogliando il Ciao 2001 venni a sapere che per quel disco, la Gianna non aveva intenzione di far nessun tour. Niente di niente.
Ai tempi fu una delusione insopportabile. I miei genitori mi avevano già impedito di andare al alcuni concerti e prima dell'ottobre 1988 avrebbero (in un caso con la complicità di mio fratello...) risposto un NO deciso ad altre richieste, ma nulla avrebbero potuto per un concerto della Gianna: non ascoltavo praticamente altro, compravo libri, foto, riviste musciali ... addirittura gli spartiti, pur non sapendo io suonare neanche il flauto dolce. Non si sarebbero azzardati ad impedirmi di vedere un suo concerto: perché semplicemente non sarei tornato da scuola e sarei andato direttamente in fila. Su questo non ho dubbi.


Resta il fatto che digerita la cocente delusione dovetti aspettare altri due anni perché il mio sogno di adolescente si avverasse. Il fatto che il mio primo concerto di Gianna nonché primo concerto di sempre, sarebbe stata la data milanese del tour a supporto di un LP ('Malafemmina'), che per me fu una colpo al cuore per quanto non mi piacesse (la prima volta che emozionatissimo lo ascoltai sull'HI-FI di camera mio, mi misi a piangere), non scalfì minimamente l'entusiasmo insopprimibile del mio straripante fanatico cuore.


Ero assolutissimamente pronto ad assistere all'evento atteso per quattro lunghissimi anni: il mio primo concerto. O meglio: il mio primo concerto di Gianna Nannini.

0. Un blog di 22 anni


Spiegare il perchè di un blog e dargli un senso non è cosa facile. Me ne rendo conto solo ora che in prima persona mi appresto a farlo.
Ho già scritto e cancellato diverse frasi e non so quando terminerò questa doverosa introduzione: il mio avvicinamento al blog e all'idea che si porta dietro questa parola è quello di un quasi quarantenne che non è cresciuto con i computer e con internet ma che questi due mezzi li rispetta, li utilizza e dai quali è molto incuriosito.

A quanto pare, oggi come oggi, un laptop e una linea adsl ti danno un grosso potere: quello di poterti esprimere in maniera completa, di restare in contatto con le persone che conosci e farti seguire da persone che tra le righe di quel che scriverai, un po' impareranno a conoscerti.


Ora manca 'solo' l'argomento, il fulcro intorno al quale gireranno parole, ricordi ed approfondimenti. Il nome di questo blog dice quasi tutto: LIFE & CONCERTS. Vita, concerti. Perché i concerti e la musica sono da sempre, dal 22 Ottobre 1988, data in cui assistetti al mio primo concerto, una delle mie primarie fonti di gioia, di inalterabili emozioni. Non l'unica, ma certamente la più importante.
Mi piace l'idea che questa possa diventare una piazza per condividere memorie. Cercherò di ricordare i tanti concerti che ho visto in più di vent'anni: riprenderò i treni e gli aerei che mi ci hanno portato, ripercorrerò i viaggi e le avventure: e chi queste avventure le ha condivise con me, o ne ha vissute altre simili o completamente diverse, sarà sempre il benvenuto a bordo.
Questa è l'idea che sta alla base di questo blog prima che cominci a scriverlo. Quello che effettivamente diventerà lo vedremo molto presto.


... si spengono di colpo le luci, un istante di silenzio sorpreso prima del boato: gli occhi si spalancano e si preparano allo spettacolo: il concerto comincia!

Translate