martedì 5 febbraio 2013

81. 15 giugno 1996 - VASCO ROSSI

Nessun Pericolo Per Te Tour 1996
Luogo: San Siro (MI)
Durata: 2h 40'
Prezzo: Gratis Posizione: Prato Sold-Out:Sì 
Pubblico: 70.000






Ancora Vasco, ancora a San Siro, ancora con i 'ragazzi' del centro riabilitativo dove avevo prestato servizio civile per un anno.
Un'unica grande differenza: questo secondo concerto del rocker di Zocca sarebbe stato il suo l'ultimo, almeno per me.
Non essendo stato mai un fan mi godevo la cornice, la partecipazione del pubblico e molto meno la scaletta, che in questo concerto mi diede molte meno soddisfazioni rispetto a quello dell'anno prima. Unica vera eccezione: La noia, che allora (ma anche oggi) era una delle mie canzoni preferite di Vasco.


Visto con: Paolo / Filippo / Enzo / Castelli (Prateria) / Ivan (Prateria)    

Scaletta: Un gran bel film / Praticamente perfetto / Ormai è tardi / Io perderò / Non mi va / Le cose che non dici / Nessun pericolo... per te / Senza parole / Non appari mai / Mi si escludeva / Sally / Benvenuto / Colpa d'Alfredo / La noia / C' è chi dice no / Gli spari sopra / Delusa / Gli angeli .


giovedì 27 dicembre 2012

80. 24 maggio 1996 - LUCA CARBONI

Mondo Tour 1996
Luogo: Palasport (Pavia)
Durata: 2h
Prezzo: 30000 Lire
Posizione: 4° fila
Sold-Out: No
Pubblico: 3000 P.C.






Quello che mi appresto a ricordare è un concerto importante, per il periodo in cui si inserisce e per il valore che poi ha assunto da lì in poi Luca Carboni nelle mie preferenze musicali.
Soprattutto però questo va ricordato come il primo di una lunga serie di concerti che portano Luca ad essere l'artista italiano dal sottoscritto visto più volte dal vivo. Ben 12.

Arrivai con Gabri a cancelli già aperti e trovai Walter (che con un lento, paziente e progressivo lavoro di ascolti casalinghi era riuscito nel giro di qualche mese a farmi piacere un artista che non avevo praticamente mai considerato in vita mia) in prima fila.
Io, che ai tempi ero solo all'inizio del mio indottrinamento su Carboni, mi accomodai sugli spalti. Comodamente adagiato su una sediola in plastica vissi quella che viene ricordata come una delle mie più vivide figure di merda legate ad un concerto: ancora dubbioso della validità dell'artista, che ascoltavo da poco tempo, e insicuro sulla scelta di essere arrivato fino a Pavia per vederlo, mi lanciai infatti in ipotesi poco lusinghiere sulla qualità del concerto che di li a poco sarebbe iniziato.
I commenti erano nell'ordine di '... farà sicuramente cagare' e '.. ma chi me l'ha fatto fare di venire fino a qui per vedere questo'.
Girandomi casualmente mi accorsi però che, seduto dietro a me, si era accomodato il chitarrista storico di Carboni, Mauro Patelli. Mi fece un sorriso.

E vabbè. Il fondo era stato toccato, poteva andare solo meglio.

In attesa dell'inizio del concerto individuai in platea Marco C., biondo platino, che allora mi era sconosciuto ma che di lì a poco sarebbe diventato il mio compagno di concerti per eccellenza (ad oggi abbiamo visto insieme la bellezza di 90 concerti ...).

Pochi minuti prima dell'inizio ci unimmo anche noi alla piccola folla che si accalcava di fronte al palco, riuscendo a stare abbastanza vicini alla transenna.
Dello show non ho un ricordo dettagliato. So che mi piacque e mi emozionò, e che anche per questo fu l'inizio di un lungo amore che solo di recente si sta incrinando (un paio tra gli ultimi album hanno un po' minato la mia incrollabile dedizione).
Sono felice di averlo visto nell'ultima occasione prima della progressiva emorragia di pubblico che per Luca Carboni, purtroppo, da allora non accenna a diminuire.


Visto con: Gabri / Laura / Vince / Walter

venerdì 30 novembre 2012

79. 18 maggio 1996 - GIANNI MORANDI

Luogo: Forum (Assago, MI)
Durata: 1h 50'
Prezzo: 15000 Lire
Posizione: Platea
Sold-Out:
Pubblico: Pieno







Se ci ripenso rido anch'io all'idea di aver visto Gianni Morandi dal vivo. 
E proprio con una risata accettai la proposta che mi arrivava dagli amici della Prateria (il centro riabilitativo che occupò un anno della mia vita con il servizio civile, allora ancora lontano dall'essere facoltativo).
E poi, parliamoci chiaro, alla fine si trattava (e si tratta) della versione maturata del primo Justin Bieber italiano, ma a differenza di questo, con un tot di talento: un fenomeno straordinario dell'Italia del dopo guerra che faceva urlare le ragazzine proprio come ai giorni d'oggi fanno i One Direction.

Quindi: rispetto!

Che altro aggiungere: fu una festa, e mi sono pure divertito.
Lui, Gianni, è stato un grande intrattenitore, gigione e un po' sbruffone, ma lo spettacolo fu assolutamente godibile, anche da chi come il sottoscritto non poteva certo considerarsi un fan.
In platea una maggioranza assoluta di over40, ma tutti divertiti e partecipi. Tutti, io compreso, conoscevamo ogni singolo pezzo:
risentire le canzoni della mia infanzia (si perché all'oratorio, in colonia e pure in casa con mia madre, negli anni '70, cosa credete si cantasse?) oltre che coinvolgente è stato anche a tratti emozionante.

Quindi nessuna vergogna, anzi, ho deciso: sono orgoglioso di aver sentito dal vivo Gianni Morandi!


Visto con: Paolo / Giovanna / Tina / Ragazzi Prateria

78. 22 aprile 1996 - CSI

Teatro Smeraldo (Milano)
Durata: 2h
Prezzo: 33000 Lire
Posizione: 6° fila
Sold-Out: No
Pubblico: Pieno










... e 8 giorni dopo venne il bis.
Un concerto sicuramente diverso, non foss'altro perché eravamo tutti seduti su comode poltroncine e non più in piedi di fronte a Giovanni Lindo e gli altri. Ricordi: zero, quindi: se chi c'era ha memoria di quella serata, intervenga.


Visto con: Gabri / Astrid / Filippo / Sara / Dona

martedì 27 novembre 2012

77. 14 aprile 1996 - CSI

Fillmore (Cortemaggiore, PC)
Durata: 2h 30'
Prezzo: 25000 Lire
Posizione: 1° fila
Sold-Out: No
Pubblico: Pieno








 
Ci sono stati artisti e band che sono passati in una stagione, altri a cui sono sentimentalmente legato e altri ancora che mi hanno condizionato, nelle scelte, nelle amicizie e negli umori.
I CSI fecero parte di quest'ultima categoria.

L'inizio dell'intensa storia tra noi fu un tantino travagliata: come accade a volte (a me accadeva) mi ritrovai alla metà degli anni '90 che una buona parte degli amici che frequentavo assiduamente seguisse con un misto di adorazione e misticismo, la band che era nata dalle ceneri dei CCCP.
Astrid, capofila dei CSIentusiasti, incapace di accettare la mia riluttanza ad ascoltare il verbo di Giovanni Lindo, mi preparò una cassetta che rimase a prendere il sole sulla finestra di camera mia per diversi mesi prima che, un po' stufo di questa continua glorificazione e un po' curioso di capire se davvero valessero le parole che venivano spese per loro, un weekend di sole presi l'audiocassetta e la misi nello stereo.
Sì, sono certo fosse un weekend di sole: a volte ci si ricorda dettagli a dir poco irrilevanti.

Non credo di sorprendere nessuno nel dire che rimasi abbastanza colpito: a 24 anni, con una discreta cultura musicale, mi imbattevo per la prima volta in testi in italiano di tale impatto emotivo, con suoni in grado di supportare queste atmosfere a tratti cupe, evocative e mistiche.
La cassetta era In Quiete, il live acustico registrato per VideoMusic.

Recuperato Ko de mondo, il primo lavoro della band e in attesa dell'uscita di Linea gotica, organizzammo una breve trasferta nella provincia piacentina per tastare la valenza della band dal vivo. Qui la mia memoria vacilla perché avrei giurato che il mio primo live dei CSI fosse stato quello al Teatro Smeraldo: ma essendo separati da soli 8 giorni l'uno dall'altro, non mi stupisce che mi confonda.

L'atmosfera domenicale pomeridiana era esattamente quella che ci si poteva aspettare in un paesino come ce ne sono migliaia nella pianura padana emiliana: una sola strada centrale, con qualche portico, poche anime in giro e intorno solo campi.
Qualche osteria, buoni salumi e vino rosso che costa quasi come l'acqua. Il feeling era perfetto.
La location, il Fillmore, aveva una sua fama, quasi come il VOX di Nonantola: grandi artisti sono passati su quel palco. 
Credo sia stato un cinema-teatro in origine, perchè ne aveva la struttura e la platea era leggermente obliqua: infatti si vedeva (e si sentiva) benissimo.
Con quella atmosfera un po' da centro sociale (dato dal pubblico) dove il pubblico mostra quella noncuranza di chi sì è lì, ma potrebbe essere da qualunque altra parte e quindi in prima fila non ci si mette subito perché fa troppo fanatismo, mi diressi direttamente verso il palco, senza esitazione, prendendo possesso del mio posto che non avrei più abbandonato. Come accade quando i primi in discoteca vanno in pista a ballare, sbloccai la timidezza dei presenti che si riversarono sul resto della prima fila.

Sincero sincero? Del concerto in sè non mi ricordo nulla. Posso immaginare anche il perché, ma resta il fatto che il live dei CSI al Fillmore deve avermi parecchio colpito perché a questo ne feci seguire molti altri. Il primo ad una settimana di distanza ...  


Visto con: Gabri / Astrid

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