sabato 12 febbraio 2011

21. 7 ottobre 1992 - CLAUDIO BAGLIONI

AncorAssieme Tour
Arena Civica - Milano
Durata: 2h 30'
Visto con: Stefano A. / Stefano C. / Roberto L. / Claudia / Michela
Prezzo: 36.500 Lire
Posizione: 4°/5° fila
Sold-Out: No
Pubblico: 15.000 p.c.







Il ricordo di questo concerto, come altri, si è perso nel tempo. Ho memoria di una arena stracolma, di una calda serata di ottobre e dell'ennesima gioia di uno show 'corale' visto con gli amici di allora. Miki, Claudia, Roby: voi avete ricordi da condividere? Se sì fatevi sotto!


Visto con: Stefano A. / Stefano C. / Roberto L. / Claudia / Michela

mercoledì 9 febbraio 2011

20. 7 settembre 1992 - DIRE STRAITS

On Every Street Tour
Forum - Assago (MI)
Durata: 2h
Supporter: Blues Band
Prezzo: 45.000 Lire
Posizione: Spalti
Sold-Out: Sì  
Pubblico: Pieno


Quello dei Dire Straits rappresenta il primo chiaro esempio di una tipologia di concerti che da sempre rappresenta una piccola ma significativa percentuale di tutti gli show a cui ho assistito: i live visti per curiosità.
Che poi se ci pensi non è male non essere legato unicamente agli artisti che conosci, apprezzi e segui con continuità.
I Dire Straits decisi di andarli a vedere fondamentalmente per tre motivi: piacevano molto ai miei amici Ale e Roby, avevano scritto alcune canzoni epiche negli anni '80 ed erano fondamentalmente una band di culto.
Poi veniva a trovarmi per la prima volta il mio nuovo amico Sebastien! La cosa migliore che l'avventura dei concerti parigini di Prince un paio di mesi prima mi aveva regalato!


Detto fatto: in una splendida giornata di settembre, ci riunimmo e ci dirigemmo tutti assieme alla volta del Forum di Assago.
Quella a cui ci apprestavamo ad assistere era la prima delle quattro date milanesi che la band inglese aveva fissato, giusto per dare l'idea dell'attesa (che durava da più di 10 anni) e della risposta dei fans italiani. 
Come si dice accada alle madri dopo il parto, io avevo scordato tutto il 'dolore' e i patimenti della mia trasferta parigina di qualche settimana prima e mi stupii che Roby, il vero fan tra tutti noi, non andasse ALMENO a vedere 2 concerti su 4. ALMENO!
Così ci godemmo il concerto dei Dire (o forse è più giusto dire gli 'Straits'): io con le lenti a contatto al terzo giorno di prova ho vissuto nell'ansia di perderle per tutto il tempo, senza contare il dolore fisico. Gli altri (anzi, facciamo i nomi: Ale e la Miki) passarono invece il tempo a criticare un live troppo 'perfettino' per i loro gusti.
Mah, già allora dissentii con quella tesi e oggi, a 18 anni di distanza, sono ancora di quell'idea: certo, Knopfler è un chirurgo con la chitarra, quando suona puoi distinguere con chiarezza ogni singola nota, anche in un assolo tiratissimo. Le canzoni erano troppo simili a quelle del disco? E quindi? Ci solo live che prendono strade di improvvisazione e altri invece che rimangono su binari più sicuri, ma questo non vuol dire che debbano essere disprezzati in blocco. Io penso. Se poi sono concerti 'suonati', dove la bravura dei singoli (in questo caso la fama di Knopfler lo precedeva di un decennio) è riconosciuta, trovo sia anche bello godere dei virtuosismi confrontandoli con gli originali... e comunque io non ho mai avuto un disco dei Dire Straits quindi non potevo fare nessun paragone.

Quindi, nonostante non sia uscito emozionato e con le lacrime agli occhi (sentimenti che ho sempre riservato solo ai miei artisti più amati) l'aver ascoltato pezzi come 'Sultans Of Swing', 'Romeo & Juliet' o 'Money For Nothing' dal vivo plettro e dalla moribonda e a suo modo affascinante voce di Mark Knopfler, mi sembrò un grande onore.
Anche perché la band si sciolse subito dopo i 2 anni (DUE ANNI!) di tour quindi, chi c'era c'era. Gli altri, ciccia.


Visto con: Sebastien / Roberto L. / Michela / Massimo M. / Alessandro / Stefania B.

domenica 6 febbraio 2011

17-18-19. 10, 11 e 12 luglio 1992 - PRINCE & THE NEW POWER GENERATION


Diamonds And Pearls Tour 1992
Palais de Bercì - Parigi (FR)
Durata: 2h 20' / 2h 20' / 2h 30'
Prezzo: 175 Fr (36.000 lire)
Posizione: 1° fila / Spalti / Spalti
Sold-Out:
Pubblico: Pieno (16.000)
































Se oggi ripenso a cosa significò quella 3 giorni di concerti a Parigi, ho un leggero capogiro. Faccio fatica a credere di aver davvero vissuto quei giorni.
Con gli occhi di oggi rivedo una avventura un po' troppo estrema per la mia indole che non ripeterei mai, oggi che ho i doppio degli anni di allora, ma che in realtà non ho mai più
ripetuto in quei modi e in quei tempi.


Ma partiamo dall'inizio: era l'estate del 1992 e io avevo già subito tre cocenti delusioni legate ai concerti di Prince, nel 1988, 1990 e 1991. Ma questi eventi avranno un loro post.
L'allora 34enne genio di Minneapolis era impegnato in un tour europeo e pensai che la soluzione più semplice (e più economica) alla mia frustrazione dovuta al fatto di non averlo mai visto dal vivo, fosse andare a Parigi e vedermi 3 concerti in 3 giorni, giusto per recuperare parte del tempo perso.
Da Genova presi un treno notturno per la capitale francese, viaggiando di notte con quello che sarebbe stato il mio compagno per la prima parte di quella maratona. Ci conoscevamo per una fitta corrispondenza avuta in quegli anni, completamente incentrata sulla nostra passione comune.
Non ci conoscevamo di persona e non fu proprio simpatia a prima vista.
Comunque non ci fu nessun dramma: condividevamo la stessa stanza d'albergo ed arrivati la mattina del primo dei tre concerti, non facemmo altro che appoggiare i bagagli e recarci al Palais De Bercì. Prima di pranzo eravamo in coda per entrare in questa struttura che sembrava una piramide tronca ricoperta di erba.
L'attesa fu lunga ma fruttuosa: conquistammo la prima fila nonostante ci scontrassimo per la prima volta con la sconfinata simpatia dei parigini verso gli italiani e gli stranieri in genere. Qualcuno ebbe a dire in quell'occasione che non avevo diritto a stare in prima fila per in semplice motivo di non essere autoctono. Parliamone.
L'impatto con Prince fu difficile e affascinante: lui si presentava sulla parte alta del palco in una ascensore di plexiglass, per poi saltare di fronte a noi con tanto di tacchi vertiginosi. Non male!
Lo show non dava tempo di riprendere fiato e d'altro canto in mezzo a quella bolgia umana sarebbe stato complicato farlo: non riuscii a godere davvero fino in fondo dello spettacolo, ero troppo schiacciato e stanco, forse anche iper-emozionato.
Decisi quindi che per gli altri due concerti non avrei seguito la solita trafila che prevedeva ore di attesa fuori e dentro al palazzetto: li avrei visti sugli spalti.
Così fu. I 2 show finali li vidi comodamente seduto, solo soletto in mezzo a 15.000 francesi.
Mi annoiai un po'. Il tutto mi risultava un tantino eccessivo e fuoriluogo. Ma ero in ballo, quindi non potevo far altro che ballare.
Come ciliegina sulla torta arrivai all'ultimo giorno senza soldi. Ovvero: uno dei tre biglietti non ero riuscito ad acquistarlo in prevendita e l'avevo dovuto comprare da un bagarino, col risultato di spendere qualcosa come l'equivalente di 80.000 lire. Un salasso che mi toglieva la possibilità di dormire la terza notte in albergo. Ma cosa importava! La mattina dopo infatti avrei preso il treno che mi avrebbe riportato a casa, a cosa serviva dormire in un comodo letto?
Dopo l'ultimo concerto quindi arrivai in stazione, dove ritrovai Marco e altre persone conosciute nelle ultime 48 ore. Tra di loro un tipo svizzero-italiano, di nome Sebastien, con cui scattò immediatamente una simpatia reciproca.
Anche lui sarebbe partito la mattina seguente e avrebbe passato la notte ciondolando intorno alla stazione per ammazzare le ore.
Passammo il tempo a chiacchierare e a conoscerci. Ci imbattemmo nella fauna persa che abitava la Gare de Lion durante le ore notturne: uno si presentò a noi come Ponzio Pilato e ci chiese se sapevamo dove potesse trovare Gesù. Tutto a posto.
Salutai Seb che prese il suo treno prestissimo e scoprii che il mio di treno non lo avrei potuto prendere. Motivo? Era necessario pagare un sovraprezzo e io avevo in tasca qualcosa come 6 franchi. Un Mars alle macchinette ne costava 8. Ero nella merda. Avrei dovuto aspettare diverse ore un treno 'base' da poter prendere col mio biglietto, e non avevo soldi per mangiare.
Cercai di dormire un po' stretto al mio zaino, sdraiato sul cemento. Mi sentivo male perché quella che stavo vivendo era davvero una situazione totalmente aliena, che non sentivo mia nella maniera più assoluta. In più ero solo, senza la possibilità di condividere e sdrammatizzare la 'tragedia' in corso con qualcuno.
A questa serie di sfortunate coincidenze se ne aggiungeva un'altra: era domenica e non potevo neanche contare su una panetteria aperta, così mi ridussi a chiedere al bar della stazione se mi potessero vendere del pane, perché un panino non me lo potevo permettere. Non mi era mai capitato di cadere così in basso.
In un moto di pietà la barista me ne regalò un grosso pezzo, chiedendomi di non farmi vedere dal padrone.


Alla fine, nel pomeriggio, riuscii a salire su un treno e arrivai a Milano la mattina seguente. Prima di mettere la parola fine a questa odissea però all'altezza di Torino un controllore pensò bene di darmi una multa per un motivo che sinceramente ho rimosso. Non me ne poteva fregar di meno: volevo solo tornare a casa a mangiare e a dormire nel mio letto. Tra l'altro la contravvenzione non arrivò mai.


Quell'avventura emozionante e durissima mi lasciò 2 certezze: la prima era che in futuro non avevo più intenzione di ridurmi ai minimi termini 'solo' per vedere un concerto. O che almeno non mi ci sarei ridotto da solo. La seconda era un nuovo grande amico a cui ancora oggi a quasi 20 anni di distanza e nonostante non ci si veda da troppo, voglio bene come ad un fratello. Seb!




Visto con: Marco


Scalette: Intro / Thunder / Daddy Pop / Diamonds And Pearls / Let's Go Crazy / Kiss / Dead On It / Jughead / Purple Rain / Live 4 Love / Bambi / Villanova Junction [Jimi Hendrix] / Lively Up Yourself / Delirious / Willing And Able / Nothing Compares 2 U / Sexy M.F. / A Night In Tunisia [Dizzy Gillespie] / Strollin' / Insatiable / Gett Off / The Flow / Cream / Chain Of Fools [Aretha Franklin] / 1999 / Baby I'm A Star / A Love Bizarre [Sheila E.]
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Intro / Lively Up Yourself / Delirious / Willing And Able / Thunder / Daddy Pop / Diamonds And Pearls / Let's Go Crazy / Kiss / Jughead / Purple Rain / Live 4 Love / Interlude / Damn U / Sexy M.F. / Instrumental / Thieves In The Temple / A Night In Tunisia [Dizzy Gillespie] / Strollin' / Insatiable / Gett Off / Gett Off (Housestyle) / The Flow / Call The Law / 1999 / Baby I'm A Star / Push / My Name Is Prince / Outro
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Intro / Precious Lord / Thunder / Daddy Pop / Diamonds And Pearls / Let's Go Crazy / Kiss / Jughead / Purple Rain / Live 4 Love / Lively Up Yourself / Delirious / Willing And Able / Nothing Compares 2 U / Sexy M.F. / Instrumental / Thieves In The Temple / A Night In Tunisia [Dizzy Gillespie] / Strollin' / Insatiable / Gett Off / Gett Off (Housestyle) / The Flow / Cream / Car Wash / 1999 / Baby I'm A Star / Push / My Name Is Prince / Push / Outro

mercoledì 2 febbraio 2011

16. 3 luglio 1992 - ANNIE LENNOX

MTV Unplugged
Casinò - Montreux (Svizzera)
Durata: 1h 45'
Prezzo: 58 Fr Ch (53.000 Lire)
Posizione: 1° Fila Laterale
Sold-Out:
Pubblico: Pieno






Arrivò anche l'occasione di oltrepassare i confini nazionali per assistere ad un concerto assolutamente unico.
Annie Lennox infatti all'uscita del celebratissimo album 'Diva' (quello di 'Why' per intenderci) non fece seguire nessun concerto, tranne questa data 'off' del Montreux Jazz Festival, realizzata per MTV Unplugged.
Ricordo perfettamente che i biglietti, o almeno buona parte del totale di questi, sarebbero stati messi in vendita esclusivamente il giorno dello show.
Questo ci diede l'opportunità di poter partecipare all'evento: ai tempi, come ho già avuto modo di raccontare, la mancanza di internet dava poche possibilità a chi non aveva un accesso diretto alla location.

Ci presentammo presto e cogliemmo anche l'occasione di sbirciare le prove da una porticina di servizio lasciata aperta e presidiata da un agente della sicurezza del Casinò. A patto di tacere e star fermi, ci lasciarono assistere.
Ricordo benissimo che mi fece impressione la serietà con cui Annie Lennox dava indicazioni sul sound, gli attacchi e tutti i dettagli tecnici: rasentava l'arroganza nel volere a tutti i costi quel che chiedeva.
Finite le prove ci appostammo con carta e penna nella speranza di strapparle un autografo: come previsto lei uscì da una porta di servizio. Io mi avvicinai, ma il suo sguardo glaciale e l'espressione serissima non mi fecero aprire bocca. Rimasi inchiodato. Lei si abbassò sugli occhi gli occhiali da sole, salì in macchina e scomparve.
Che impressione trovarti di fronte all'artista che segui da anni, che adori per le doti, l'appeal, il suo essere androgino e camaleontico e scoprire una donna tesa e insofferente.

L'attesa per l'acquisto e quello prima dell'entrata si consumarono nel cercare di superare la pessima impressione di quell'incontro. Entrati nella sala del Casinò e preso posto sul lato sinistro del palco, in una posizione ottima, cominciai a caricare il tempo che mi separava dall'inizio del concerto con le dovute aspettative, che come da copione vennero rispettate: una Annie Lennox vestita di rosso magenta e in grandissima forma, diede prova per la prima volta da sola, senza il Dave Stewart con cui per anni aveva condiviso il palco degli Eurythmics, di essere un artista vera, completa, coinvolgente ed emozionante.
Spaziando dal suo album solista al repertorio del duo, riuscì a coinvolgere e a trascinare le poche centinaia di fan assiepate nella piccola sala del Casinò svizzero!
Questo è un video originale di quel giorno dove in due canzoni, 'It's all right (baby's coming back)' degli Eurythmics e 'Little Bird' tratta da 'Diva', vi è la prova inconfutabile di quello che scrivo:


Lo show, molto più lungo nella versione a cui assistemmo dal vivo rispetto a quella che poi venne trasmessa da MTV, trascorse in un lampo. Nemmeno il tempo di fermarci a riflettere: una corsa alla stazione ed eravamo sul treno notturno che in poche ore ci avrebbe riportato a Milano.  



Visto con: Roberta U.

martedì 1 febbraio 2011

15. 27 giugno 1992 - GUNS N' ROSES

Use Your Illusion World Tour 1992
Teatro Delle Alpi - Torino
Durata: 2h 30'
Supporter: Faith No More / Soundgarden
Prezzo: 55.000 Lire
Posizione: Prato / Spalti
Sold-Out: No
Pubblico: 60.000 






Ovvio. Lineare. Logico. Consequenziale. Dopo Baglioni non potevo che andare a vedere i Guns n' Roses.
La band americana era entrata in casa mia quando mio fratello un giorno lontano tornò a casa con un LP d'importazione. Eravamo a cavallo tra il 1987 e il 1988 e lui decretò la nascita dei nuovi Aerosmith e benedisse 'Paradise City' come una delle migliori on-the-road-rock-songs degli ultimi 20 anni.
Ogni tanto ci vedeva lungo, mio fratello, soprattutto se si trattava di band di tamarri-ubriaconi.


Così, un po' in anticipo sull'esplosione di fama mondiale che li stava travolgendo solo negli U.S.A., mi inpossessai della registrazione di quel disco che non aveva una canzone una che fosse sbagliata. La mia favorita da sempre? 'Rocket Queen'!





Qualche anno dopo, ad inizio estate del 1992, partimmo in 4 alla volta dello Stadio Delle Alpi di Torino: io, Sara, Luca e Max.
Lo shock di trovarmi in mezzo ad uno stadio riempito da 60.000 persone mi lasciò senza fiato. Persi quasi subito mio fratello e Max, io e Sara resistemmo nella bolgia dantesca che era diventato il prato solo per la durata dei supporters. Due nomi che già da soli valevano il prezzo (e che prezzo!) del biglietto: Soundgarden e Faith No More. Mi interessavano soprattutto i secondi: il loro primo disco, tra i primi a miscelare rock e rap e ad arrivare in cima alle classifiche, era ai tempi una delle mie poche deviazioni dal pop.




Il ricordo più nitido che mi è rimasto del set fu un esilarante scambio di Mike Patton con la prima fila, in cui lui cercava di capire come si chiamasse in italiano il frutto che si appresatava a mangiare. Tutti rispondevano 'Banana!' e lui ricominciava: 'Yeah, but what's the Italian?'. E tutti: 'Banana'. Un capolavoro di idiozia.
Ma lo zenith si raggiunse quando lo stesso cantante dei FNM urlò in un perfetto italiano, tra lo stupore ammutolito di tutti: 'Mangio la merda del Papa'.
Capisco che a questo punto qualcuno possa sentirsi offeso, ma la mia è solo la cronaca di un pomeriggio surreale e vi assicuro che una volta che i 60.000 si furono assicurati di non avere le traveggole e di aver capito bene, la reazione fu un cappottamento di massa. La gente rideva alle lacrime e io e Sara non eravamo da meno, non si riusciva più a smettere.
Prima che i GNR iniziassero pensammo bene, per provare a sopravvivere all'evento, di spostarci sugli spalti. Da quella posizione ebbi l'occasione di assistere dall'alto ad una guerra di bottiglie che si scatenò tra una parte del prato e l'adiacente parte bassa delle scalinate. Uno spettacolo assurdo, un qualcosa che si avvicinava all'apoteosi della stupidità umana.


Tra enormi bambole gonfiabili, pause lunghissime, assoli di Slash (il nostro favorito), assoli di tutti gli altri, corse di 200 mt di Axel che poi spariva a fare il pieno dietro al palco (alla fine credo abbia passato più tempo nel retro che di fronte al pubblico), il mio primo concerto in uno stadio fu a dir poco spettacolare. Forse più per i supporter che per gli headliner, ma questo è un dettaglio.

Quello di cui sentivo il bisogno a quel punto era di uno show intimo, magari fuori confine...





Visto con: Sara (Luca / Max)
Scaletta: It's So Easy / Mr. Brownstone / Live And Let Die / Attitude / Welcome To The Jungle / Bad Obsession / Double Talkin' Jive / Civil War / Patience [Wild Horses (Intro)] / You Could Be Mine / November Rain [with It's Alright (Intro)] / Godfather Theme / Sweet Child O' Mine [with Sail Away Sweet Sister and Bad Time (Intro)] / Knockin' On Heaven's Door [with intro of Only Women Bleed] / Don't Cry / Paradise City [With Mother (Intro)]

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