giovedì 19 settembre 2013

90. 6 dicembre 1996 - THE CARDIGANS

Tunnel (Milano)
Durata: 1h20'
Prezzo: Gratis con tessera
Posizione: Platea
Sold-Out: No
Pubblico: 6/700 pc




Erano quegli anni lì, quelli in cui, a Milano, di club per andare a sentire musica dal vivo ce n'erano tanti. Il Tunnel poi era una caso a parte: si entrava con la tessera annuale e si pagavano solo le consumazioni. Era piccolo, underground e non privo di fascino.
Ma non fu per queste motivazioni che decisi di accodarmi a tutti gli altri che al concerto degli svedesi Cardigans ci andavano con maggiore convinzione. Io lo feci più che altro per senso di emulazione, per passare la sera fuori con i miei amici. 

Il ricordo più vivido legato all'evento però rimane l'informe massa di umanità, di cui tutti noi eravamo parte, che cercava di entrare in un buco di 100 mq (a voler dir tanto).
Tutti schiacciati fuori, al freddo, a chiederci PERCHE'?! Perché tutto questo sbattimento, questa fatica, questo sudore? Perché rischiare un colpo di freddo, la malattia, una gomitata in un occhio? Erano rischi che ci eravamo presi decine di volte, la domanda in quell'occasione era: perché lo stavamo facendo per i Cardigans, di cui ballavamo una canzone una ('... love me love me, say that you love me ...') ogni venerdì sera al Rainbow?
Io almeno non riuscivo a togliermi questa domanda dalla testa.

Il concerto iniziò che io ero ancora all'altezza della zona biglietteria, con centinaia di persone davanti e altrettante di dietro, alla faccia della capienza del locale: se per qualunque motivo ci fosse stato un ferito nelle prime file, non solo lo sventurato avrebbe fatto in tempo a morire, ma probabilmente anche a diventare fertilizzante.

La diaspora della folla che prende vita e diventa un essere vivente (ma senza un cervello a comandarlo) mi aveva separato da tutti gli altri. Riuscii a malapena a superare la tenda d'ingresso della sala per 'godermi' la flebile voce della cantante Nina Persson, praticamente azzerata dal rumore di fondo della sala, che il concerto era finito... un'altra lenta transumanza verso l'esterno, di nuovo riuniti in gruppo, con una missione ben più convincente: era venerdì, ed era giusto l'ora di andare al Rainbow.


Visto con: Vince/Walter/Alex/Giò/Simone

2 commenti:

  1. c'ero anche a questo. entrato un po' prima, quindi vidi tutto il concerto. casino disumano, caldo tropicale, però concerto piacevole. due degli amici con cui ero uscirono dopo pochi pezzi per andare a bersi una birra al bar perchè stavano soffocando.
    alberto

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  2. Io da dietro ricordo la compatta nube di vapore e fumo che saliva dalla calca ... alla faccia delle misure di sicurezza!

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