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venerdì 15 aprile 2011

45. 18 aprile 1994 - BLUE CONCERT


Teatro Ciak (Milano)
Durata: 1h 50'
Prezzo: 25.000 lire
Posizione: 1° fila
Sold-Out: No
Pubblico: Pieno



Correva l'anno 1994 e pochi mesi prima, il 19 febbraio, l'AIDS si era portato via un grande genio visionario del cinema inglese: Derek Jarman.
Con Gabri sin dai tempi del liceo avevamo inseguito i suoi film nelle rassegne a tarda notte su Rai 3. Ogni settimana scandagliavamo il 'TV Sorrisi & Canzoni' alla ricerca di un suo film, anche il lingua originale, anzi meglio se in lingua originale!
Così avevamo avuto modo di apprezzare il regista di 'Caravaggio', 'Edoardo II' e 'Jubilee'.
In campo musicale aveva diretto videoclip per Marianne Faithfull, gli Smiths e i Pet Shop Boys... Insomma, era un nostro idolo assoluto e la sua morte fu un duro colpo.

L'ultimo suo lavoro che avevamo già avuto modo di vedere al cinema si intitolava 'Blue'.
Il suo testamento cinematografico era un film recitato ma il cui schermo non era altro che una tela blu in cui si intravedevano ombre in movimento. Una pellicola fatta solo di dialoghi, molto impegnativa. Il tutto però era stato originariamente concepito, nella sua forma definitiva, come un concerto live, con dialoghi letti da un attore e con il film proiettato su uno schermo.
In questa forma arrivò a Milano il 'Blue Concert' i cui biglietti ci affrettammo ad acquistare. Fummo tanto veloci da essere in prima fila.

L'esperienza fu molto interessante anche se forse ancor più impegnativa del film: una band jazz improvvisò per quasi 2 ore mentre il film scorreva e un attore di Jarmaniana memoria, John Quentin, leggeva stralci del copione del film. Alla fine il senso delle parole (in inglese) si perse e la fusione delle varie arti ebbe il potere di affascinarci.


Visto con: Gabri

martedì 15 febbraio 2011

24. 15 novembre 1992 - BB KING & ROBERT CRAY

JVC Super Session '92
PalaTrussardi (Milano)
Durata: 2h 50' (RC 1h20'/BB 1h10'/RC+BB 20')
Prezzo: 33.000 Lire
Posizione: Spalti/Platea
Sold-Out: No
Pubblico: 6.000 p.c.





Lo spirito con cui andai a vedere BB King (e Robert Cray) era lo stesso che mi aveva mosso per i Dire Streits, con la non trascurabile aggiunta del trovarsi di fronte ad un mito assoluto, il 'grande vecchio' del blues.
Ad accompagnarlo in questa serata non come supporter, ma come vera e propria co-star, c'era Robert Cray, che nella mia memoria era impresso per un paio di pezzi registrati live con Tina Turner sul celeberrimo doppio LP 'Tina Live In Europe'.
Accompagnavo due che invece del blues erano estimatori, Alessandro e Remo.

La serata fu sorprendente, a partire dal primo set, quello di Cray: mi piacque tantissimo la sua voce profonda e roca e il suo modo di suonare la chitarra con una precisione e una pulizia impressionante. Il risultato non era il classico blues un tantino triste e dolente, ma al contrario un sound energico e carico di 'rythm'.
Ovviamente la totalità del pubblico che riempiva il Palatrussardi era lì per vedere The King of Blues e la sua parte di concerto venne introdotta da un componente della sua big-band in stile Las Vegas!
Avevamo scherzato parecchio sull'età di BB King e sulla possibilità che salisse sul palco su una sedia a rotelle e con una flebo al braccio. Ovviamente non avvenne nulla di tutto ciò: placidamente seduto per non dover reggere la stazza che lo contraddistingue, la chitarra appoggiata sulla pancia, il grande vecchio ci incantò per quasi un'ora e mezza. Io e Ale ci avvicinammo al palco per vedere la sua mano in azione e godemmo parecchio di quello spettacolo.
Prima di invitare sul palco Robert Cray per gli ultimi pezzi da eseguire assieme, BB pensò bene di regalare la sua gioielleria (anelli, bracciali, orologio) ai fans che gli stavano di fronte: ho avuto l'impressione che fosse uno 'show' che si ripeteva ogni sera, ma fu comunque divertente.

Il 1992 si chiudeva così con un totale di 11 concerti visti, di cui 5 all'estero: cominciavo a prendere la giusta confidenza con quel che vedevo. E non sarei più tornato indietro, perché quel che vedevo mi piaceva!


Visto con: Alessandro / Remo

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