mercoledì 8 giugno 2011

60. 10 giugno 1995 - FESTIVAL SONORIA

Parco Acquatica (Milano)
Durata: T.T.D'Arby 50' / Page & Plant 1 ora 30' / The Cure 1 Ora 50'
Visto con: Filippo (Astrid / Vince / Gabri)
Prezzo: Gratis
Posizione: 1° fila
Sold-Out: No
Pubblico: ?



Primo festival estivo! Uno dei pochissimi visti in 20 anni e passa.
Già, perché questa dimensione live è quella che mi entusiasma di meno: non mi piace sentire musica che non conosco (per me il 'primo ascolto' è sempre stato senza senso), non mi piace stare ore ed ore sotto al sole (o peggio: sotto la pioggia), non mi piace stare tutto quel tempo in mezzo a tutta quella gente. In più non mi piace campeggiare, quindi un festival di più giorni non l'ho mai fatto: so che può essere una bellissima esperienza ma sinceramente non ne ho mai sentito la mancanza.


Questo fu il primo e quindi andavo sull'onda dell'ignoranza, della giovinezza ma soprattutto perché gli headliners erano i Cure. Quest'ultimo era decisamente uno sprone irresistibile ai quei tempi.


Il delirio della giornata iniziò la notte prima. Non so chi ebbe l'idea, probabilmente io, sta di fatto che dopo una notte passata al Rainbow a ballare, andammo direttamente al parcheggio del Parco Acquatica dove dormimmo per alcune ore in macchina. Mentre lo scrivo stento a credere di aver fatto una roba del genere, tanto è distante da come sono ora, ma allora queste cazzate erano il mio pane. 


Insomma: prima delle 10 del mattino ci mettemmo in fila (freddo e nebbia ad accompagnarci) con una manciata di esauriti quanto noi. Il nostro gruppo era così composto: io, Filo, Astrid, Gabri e Vince. Continuavamo a ridere perché un fan dei Cure si era truccato come Smith nel video di Lullaby solo che l'unico risultato era che assomigliava ad un panda...
Aprirono i cancelli abbastanza presto, ci posizionammo in prima fila e come nella migliore delle tradizioni, dopo poco iniziò a piovere. Ma tanto. E non accennava a smettere.
Astrid decise di lasciare il gruppo per andare a vedere i CSI sul secondo palco e rimanemmo solo io e Filo: la fortuna, oltre ad avere degli impermeabili di fortuna comprati a caro prezzo nei paraggi, era di avere i piedi poggiati sulla pedana di ferro alla base delle transenne.
Questo ci permise di scampare quello che per quasi tutti gli altri divenne un destino ineluttabile: l'infangamento fino al ginocchio. Già, perché l'arena concerti dell'Acquatica altro non era che un polveroso piazzale senza erba, che dopo un'ora di pioggia battente si era tramutato in una enorme piscina di fango. Bleah!


L'attesa fu interminabile. Nell'ordine mi sorbii: Pete Drodge, sconosciuto oggi come allora, The Cranes, che avevo già avuto modo di detestare ben due volte come supporter dei Cure, Terence Trent D'Arby che ovviamente rividi con piacere, Robert Plant & Jimmy Page un duo decisamente storico in campo musicale che mi diede un tot di soddisfazioni riproponendo vecchi pezzi dei Lad Zeppelin (primo tra tutti 'THANK YOU'!) ma che presentarono un set un po' troppo indianeggiante per i miei gusti e infine, l'unico motivo per cui avevo accettato di vivere quell'odissea: THE CURE.


E quando Robert Smith, Simon Gallup e gli altri salirono sul palco accadde un piccolo ma significativo miracolo: dopo ore e ore praticamente ininterrotte di acqua a volontà, smise di piovere. Tutte le quasi due ore di set dei Cure furono asciutte.
Al mio fianco, come detto, era rimasto solo Filo che, nonostante la scaletta (per me) non esaltante trattandosi di scelte fatte per accontentare anche i fan di altri artisti, assistette al mio (vero) delirio in occasione delle due canzoni che valsero i soldi spesi, gli stenti subiti e le ore passate sotto l'acqua: Shiver & Shake e Disintegration fatte consecutivamente. Solo a scriverlo mi viene un po' il magone...


Con i bis poi accadde una cosa che scaldò il cuore di tutti i veri fan: caso volle che Porl, che in quel periodo aveva lasciato temporaneamente la band (con mio enorme rammarico), suonasse come sessionist proprio per Page & Plant in quei mesi. Io non lo sapevo e come me credo quasi tutti. Tanto che durante il set del riformato duo degli Zeppelin, solo dopo un po' mi accorsi che il chitarrista completamente rasato che suonava con loro altri non era che il mio adorato Porl! Fu bellissimo perché i fan dei Cure gli tributarono applausi a non finire, ignorando i ben più titolati ex Led Zeppelin! Passai il tempo a fargli 'ciao ciao' con la mano e lui era tutto un sorriso (non per me, in generale per le dimostrazioni d'affetto che riceveva).
Insomma. A fine set dei Cure per le ultime due canzoni il buon Porl salì sul palco e si riunì ai sui vecchi compagni e chiuse il concerto con loro, tra l'emozione del loro pubblico storico!




Visto con: Filippo (Astrid / Vince / Gabri)


Scaletta Page & Plant: Immigrant Song [Led Zeppelin] / The Wanton Song [L.Z.] / Bring It on Home / Heartbreaker [L.Z.] / Black Dog [L.Z.] / Thank You [L.Z.] / No Quarter [L.Z.] / Gallows Pole [L.Z.] / Hurdy-Gurdy Solo / Yallah / Since I've Been Loving You [L.Z.] / The Song Remains the Same [L.Z.] / Calling to You-When The Levee Breaks-Break On Through-Dazed And Confused / Dancing Days [L.Z.] / Four Sticks [Led Zeppelin] / In the Evening-Carouselambra



Scaletta Cure: want / fascination street / a night like this / pictures of you / lullaby / push / just like heaven / trust / jupiter crash / high / the walk / friday i’m in love / inbetween days / from the edge of the deep green sea / shiver and shake / disintegration / close to me / let's go to bed / why can’t i be you / end

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