venerdì 22 aprile 2011

47. 9 giugno 1994 - BJORK

Debut Tour
City Square (Milano)
Durata: 1h 10'
Prezzo: 30.000 lire
Posizione: 1° fila
Sold-Out:
Pubblico: Pieno



Quello che sto per raccontare è il concerto a cui ha partecipato il maggior numero dei miei amici, solo che allora la vita non me li aveva fatti ancora incontrare.


Praticamente tutte le persone conosciute da quell'anno in poi, e sono tante, affollavano il City Square per la prima calata italica della cantante islandese, a quei tempi in giro col suo primo tour da solista dopo la pubblicazione del suo primo disco, che non a caso si chiamava 'Debut'.
Un disco pazzesco, che riascoltato anche oggi ha una modernità e una freschezza uniche, in cui ogni singola canzone è un piccolo gioiello. I video erano visionari ed innovativi: collaborava già allora con giovani registi che sarebbero diventati veri e propri divi da li a poco, anche grazie a lei, come Michel Gondri.
Non so se sono io a dare un'eccessiva importanza a questo lavoro, ma ho sempre avuto l'impressione che 'Debut' abbia cambiato un po' le carte in tavola nella musica pop di quegli anni.
Partendo da questi presupposti il concerto al City Square era un appuntamento attesissimo. Ricordo ancora la folla fremente e l'atmosfera vibrante fuori dal locale.
Dopo aver guadagnato la prima fila, a me e alla Gabri non restò altro che aspettare.
L'arrivo sul palco non deluse le aspettative. Un folletto con un vestito giallo di carta e i capelli raccolti in tanti piccoli chignon: davanti ai nostri occhi, su e giù per il palco, si muoveva un'aliena, in tutto e per tutto.
Aggrappata al microfono emanava un'energia mai vista. Quell'essere minuscolo correva per il palco, frullando braccia e testa, senza mai fermarsi.

Proprio in una di queste sue performance prese male le misure e venne ferita involontariamente dal bassista: un piccolo rivolo di sangue cominciò a scorrerle dalla testa ma lei continuò incurante lo spettacolo.
Solo le urla del pubblico nella pausa tra una canzone e l'altra e un pacchetto di fazzoletti buttato sul palco la convinsero a fermarsi per tamponare rapidamente la piccola ferita.
Che indomabile piccola grande donna!
Trascinati da quella travolgente energia ci ritrovammo alla fine del concerto senza neanche accorgercene: il tutto era durato poco più di un'ora e questo mi sorprese quasi quanto il concerto.
Mai avevo assistito ad un set così breve, ma questo non toglieva una virgola alla grandezza della serara.
Bjork era ufficialmente diventata una delle mie nuove beniamine, dando inizio ad un nuovo corso dei miei gusti musicali: non restava altro che incontrare tutti quegli amici che ancora non conoscevo per dare il via ad una nuova stagione di musica, concerti e rapporti umani inossidabili e indelebili.


Visto con: Gabri




1 commento:

  1. Urca, eri in prima fila? anche io, posizione centrale.. ma che fatica: come iniziavano a saltare quelli dietro di me praticamente saltavo anche io senza volerlo.
    Curiosità: 9 giugno.. il mio compleanno.

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