martedì 12 aprile 2011

43. 15 marzo 1994 - FRANCESCO GUCCINI

Palatrussardi (Milano)
Durata: 2h 40'
Prezzo: (10.000 lire)
Posizione: Spalti
Sold-Out:
Pubblico: Pieno (6.000 p.c.)









Il 1993 si chiudeva con la bellezza di 18 concerti visti: circa uno ogni 20 giorni. Ero sempre senza soldi e alla luce di questo si capisce perché.
Il 1994 iniziava con un live di tutto rispetto.


Il concerto di cui andrò a parlare ha i suoi buoni motivi per essere ricordato.
Primo tra tutti, come ovvio, quello di essere il mio primo live di Francesco Guccini e non c'è bisogno di aggiungere altro.
Il secondo, molto meno ovvio, la truffa che perpetrammo per poterci andare.

Era ormai qualche anno che il cantautore bolognese era entrato di forza tra i miei dischi più ascoltati: con un attento recupero di molti vecchi cd avevo avuto modo di apprezzare i testi poetici (e politici) che sono da sempre stati il suo segno distintivo.
Sopravvissuto senza fare una piega a 40 anni di musica, arrivava a Milano con uno dei suoi pigri tour che prevedeva qualche data al mese, sempre il solito cartellone e biglietti della SIAE.
Ed è proprio legato al tagliando 'generico' da lui usualmente utilizzato, l'aneddoto truffaldino che caratterizzò il pre-concerto: visti in una prevendita quelli che erano i biglietti, dal costo approssimativo di 30.000 lire, pensai di proporre ad Astrid una mini-truffa che ci avrebbe permesso, se tutto fosse andato liscio, di accedere al Palatrussardi al modico costo di 10.000 Lire, 1/3 quindi del prezzo originale.
Come fare? Dato che ai tempi, si parla di 17 anni fa, tutti i cinema avevano ancora i biglietti colorati della SIAE (e Agis) che strappavano bagnando le dita su un tampone umido, l'idea era quella di trovare una sala che avesse i tagliandi dello stesso colore dei biglietti per il concerto, acquistarli, apporci la data con un timbro (unica variante visibile) e via, risparmiare 20.000 Lire!
E' ovvio che allora, senza soldi e con tanta creatività, un'idea del genere non potesse che risultare geniale: avevamo 22 anni e la sconsideratezza che a quell'età porta a pensare (e realizzare) questo tipo di progetti.
Io mi feci il giro dei cinema in Corso Vittorio Emanuele, erano ancora tutte lì le sale di Milano e finalmente, al compianto Pasquirolo trovai il colore blu che faceva al caso nostro. Ne comprai per tutti e me ne andai.
A scuola (allora io ed Astrid frequentavamo Fotografia) provvedemmo ad apporre il timbro e il gioco era fatto: eravamo orgogliosamente pronti per il concerto!
Il pomeriggio dell'evento, quando ci sedemmo in fila in attesa di entrare, cominciammo a preoccuparci: siamo sicuria sia proprio dello stesso colore? E il font del timbro? Sarà uguale? Ma se si soffermano a guardarli e notano la farfalla simbolo dell'Agis?
Eravamo totalmente pentiti dell'idea idiota che mi era venuta in mente: eravamo pronti a dire all'addetto della security che i biglietti falsi ce li avevano venduti dei loschi figuri fuori dal Palatrussardi... e poi venne il momento di entrare: il cuore a mille, l'espressione neutra e disinvolta.


Eravamo dentro!


Potevamo finalmente rilassarci e farci i complimenti a vicenda per la nostra scaltrezza di falsari! Ci accomodammo sugli spalti e ci gustammo il lungo concerto di Guccini, che tra musica e cabaret (e il fiasco di vino) ci intrattenne per più di due ore e mezza, regalandoci la colonna sonora del nostro essere profondamente di sinistra e facendoci sentire uniti ed invincibili.


Visto con: Astrid / Annalisa / Stefano A.
 

2 commenti:

  1. insomma, una specie di "esproprio proletario" :-)

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  2. In effetti mi sembra una interpretazione interessante! ;)

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